IL MISTERO DI BELICENA VILLCA - prima parte (ITALIANO) IL MISTERO DI BELICENA VILLCA parte 1 - (ITALIANO) | Page 61
darà morte alla Morte, senza che questa "impresa" gli permetta raggiungere l'immortalità.
Lo specchio di Atena è il suo scudo protettore; la Testa di Medusa, ottenuta nell'inutile
impresa del Perseo argivo, è collocata dalla Dea nel centro dello scudo, facendo capire
chiaramente che in questa Era, dopo il trionfo del Patto Culturale, la Saggezza è protetta
dalla Morte, senza che esista possibilità alcuna per i mortali di arrivare ad essa.
Ovviamente, questa è solo una minaccia dei Sacerdoti del Patto Culturale per esaminare
la ricerca della liberazione dello Spirito. Infine, visto che il Perseo argivo non raggiunse
l'immortalità né ottenne la Saggezza, non potrà comprendere il Serpente e per questo si
vede anche obbligato ad ucciderla, cosa che farà al ritorno dalla sua "impresa", quando
lotta con un drago e libera Andromeda, con la quale si sposa e genera una prole
numerosa.
Finalmente, correndo il rischio di essere giustiziati senza pietà dai tartessi, riuscirono a
infiltrarsi nel Bosco Sacro e via Rituale del Fuoco Freddo. Da quel infausto giorno, i Golen
seppero che avevano trovato un Volto e un Casa per Medusa. In pochi anni, favorito dalla
loro incessante predica ed a quella dei numerosi Sacerdoti che li appoggiavano in tutte le
città del Patto Culturale, divenne popolare con rinnovato vigore la leggenda argiva di
Perseo: i figli di Forco e Ceto, le Graie, le Gorgoni e il serpente che custodisce l'Albero
dalle Mele d'oro, abitano in un bosco sacro della Tartesside, regione e al tempo
apparteneva al Regno di Tartesso. Logicamente, si deve compiere in vantaggio strategico
che poteva significare i Golen il riaffiorare e adattare un "Mito" se partiamo dal principio
erroneo che allora nessuno credeva nel mito o che tutto il mondo, anche se gli concedeva
una verità "leggendaria", sapeva che quello "era già successo". Pensare questo
dimostrerebbe non conoscere l'ideologia dei Golen. Insieme alla loro rivoluzionaria
concezione dell'unità di Dio nel Sacrificio rituale, i Golen sostenevano il sorprendente
concetto che i Miti avevano un carattere profetico. Vale a dire, che i Miti e tutti i tipi di
argomenti procedenti dal Cielo o dagli Dei, non si compiono mai del tutto, non sono
mai realizzati totalmente. Avevano fede cieca nel fatto che se si ripetevano le
circostanze e i personaggi, il Mito, come una Profezia, si sarebbe sviluppato nuovamente
sulla Terra; in sintesi, affermavano che:
Ciò che è stato, tale sarà;
Ciò che è stato fatto, esso stesso si farà:
niente di nuovo sotto il sole.
Di modo che, a giudizio dei Golen, se si profetizzava il Mito del Perseo argivo questo si
sarebbe compiuto infallibilmente: allora anche la sentenza di sterminio che pesava sulla
Casa di Tharsis sarebbe stata compiuta.
Naturalmente, non bisogna farsi ingannare con rispetto alla capacità di produrre effetto di
un Mito descritto nei suoi minimi dettagli: sebbene nelle menti credulone del popolo,
Perseo e Medusa, erano immaginati come personaggi reali, i Re e capi militari che
ambivano il bottino di Tartesso avevano ben chiaro che si trattava di rappresentazioni; nei
secoli dell'espansione tartessica, coloro che desideravano "emulare Perseo", per esempio,
sapevano molto bene che la "Testa di Medusa" che dovevano tagliare, significava
"distruggere Tartesso"; qualcosa di simile avvenne quando durante le guerre del secolo
XIX si proponeva di "distruggere l'Orso", alludendo alla "conquista della Russia", o
"umiliare il Leone", invece di "sottomettere l’Inghilterra". Tuttavia, il fatto che un Re fosse al