IL MISTERO DI BELICENA VILLCA - prima parte (ITALIANO) IL MISTERO DI BELICENA VILLCA parte 1 - (ITALIANO) | Page 56
Infinita della Morte Kalibur è la Nuda Verità di Se Stesso. Di fronte all'Oscurità Infinita
la Vita Creata muore di Terrore e lo Spirito incontra Se Stesso. È per questo che se
l'Eletto, dopo il ricongiungimento recupera la Vita, sarà portatore di un Segnale di Morte
che lascerà il suo cuore congelato per sempre. L'Anima non potrà evitare essere
soggiogata dal Seme di Pietra di Se Stesso che cresce e si sviluppa ai suoi danni e
trasmuta l'Eletto in Iniziato Iperboreo, un Uomo di Pietra, un Guerriero Saggio. Come
Uomo di Pietra, l'eletto risorto avrà un Cuore di Ghiaccio ed esibirà un Valore Assoluto.
Potrà amare senza riserve la Donna di Carne, però essa non riuscirà mai più ad
accendere nel suo cuore il Fuoco Caldo della Passione Animale. Allora cercherà nella
Donna di Carne, Colei che a parte l'Anima possegga uno Spirito Increato, come la Dea
Pyrena e che sia capace di Rivelare, nella Sua Oscurità Infinita, la Nuda Verità di Se
Stesso. Essa, la Donna Kalibur, la amerà con il Fuoco Freddo della Razza Iperborea. E la
Donna Kalibur risponderà con l'A-mort gelido della Morte Kalibur di Pyrena.
Nono Giorno
Fra gli Eletti che affrontavano la Prova del Fuoco Freddo si potevano aspettare tre risultati.
In primo luogo, che alcuni non approvassero la Prova, vale a dire, che non fossero passati
per l'esperienza effettiva della Morte, sia perché il Terrore iniziale non avesse dato passo
alla Passione Animale, sia perché il Fuoco Caldo non si fosse trasformato in Terrore, sia
perché il Terrore avesse impedito di osservare di fronte l'Oscurità Infinita, o sia per
qualunque altro motivo. In secondo termine, che altri fossero morti realmente. E per
ultimo, che alcuni di essi fossero resuscitati. Nel primo caso, gli Eletti sarebbero stati
sottomessi ad esecuzione la notte seguente a quella della Prova del Fuoco Freddo;
secondo i Gerofanti tartessi non avrebbe dovuto presentarsi alla Prova colui che non fosse
stato realmente disposto a morire; perché dalla Prova nessuno doveva uscire vivo; chi
fosse morto e fosse resuscitato, al rinascere non sarebbe stato colui che era morto, ma un
Figlio della Morte, una persona che avrebbe portato un Segnale di Morte, recando in Se
Stesso la Morte: ovvero, il Figlio della Morte sarebbe stato concepito nella Morte da Se
Stesso. Chi avesse assistito alla Prova e non fosse morto, non meritava di vivere: le
Donne Carnefice di Tartesso avrebbero fatto scendere l'ascia di pietra sul loro collo; li
avrebbero assassinati la notte seguente alla Prova nel Bosco dei Salici consacrato alla
Dea Luna Ioa, lungo il fiume Odiel. Quale sarebbe stato il loro destino? Nessuno
conosceva di sicuro quale sarebbe stato il loro destino, se realmente sarebbero morti per
sempre, se fossero resuscitati in un altro mondo, se fossero tornati a reincarnare in vite
future o se le loro Anime avessero trasmigrato ad altri esseri.
Quanto durava la Prova del Fuoco Freddo? Solamente i Gerofanti e coloro che avevano
fracassato, e che morivano ugualmente, lo sapevano; solo essi avevano conservato la
coscienza del tempo trascorso. Coloro che si Riflessero nell'Oscurità Infinita ed
incontrarono la Nuda Verità di Se Stesso, ricevettero anche un Riflesso dell'Eternità: la
contemplazione di Se Stesso, che è un Riflesso dello Spirito Eterno, si sperimenta in un