IL MISTERO DI BELICENA VILLCA - prima parte (ITALIANO) IL MISTERO DI BELICENA VILLCA parte 1 - (ITALIANO) | Page 52

lunghezza, scendevano da entrambi i lati del Volto ed altri due, molto più piccoli, si arricciolavano sulla fronte. Ogni coppia degli otto Serpenti era alla stessa altezza: due all'altezza degli Occhi, due a quella del Naso, due a quella della Bocca e due a quella del Mento; emergendo da un livello frontale dei Capelli, i restanti otto Ofidi si giravano e posizionavano le loro teste tra quelle anteriori. Ogni Serpente, a separarsi da restanti ciuffi di capelli, formava in aria con il suo corpo due curve contrapposte, come una esse (S), che gli permetteva di annunciare il seguente movimento: l'attacco mortale. I due Serpenti della Fronte, anche se erano più piccoli, evidenziavano lo stesso identico atteggiamento aggressivo. Riassumendo, all'ammirare di Fronte il Volto della Dea Sorridente, emergeva con forza l'arco delle diciotto teste di Serpente dei Suoi Capelli; inoltre tutte le teste erano rivolte in avanti, accompagnando con i loro occhi lo Sguardo senza Occhi della Dea; tutte le teste avevano le bocche orribilmente aperte, esponendo le fauci mortali e le gole abissali. Non deve sorprendere, infatti, che quell'impressionante apparizione della Dea terrorizzasse i suoi più fedeli adoratori. Logicamente, tale composizione aveva un significato esoterico che solo i Gerofanti e gli Iniziati conoscevano, anche se, eventualmente, disponevano di una spiegazione essoterica accettabile. In quest'ultimo caso notificavano al viaggiatore, che a volte poteva essere un Re alleato o un ambasciatore importante al quale non si poteva di fatto negare la conoscenza, che i 18 serpenti rappresentavano le lettere dell'alfabeto Tartessico, che pretendevano aver ricevuto dalla Dea. Durante il rituale, affermavano, gli Iniziati potevano ascoltare i Serpenti della Dea recitare l'alfabeto sacro. La Verità esoterica che c'era dietro tutto questo era che le 18 lettere corrispondevano effettivamente alle 18 Vrune di Navutan e che con esse si poteva comprendere il Segno dell'Origine e con questo il Serpente, Massimo simbolo della conoscenza umana. Però tale verità era appena intuita dai Gerofanti tartessi poiché a quei tempi nessuno vedeva il Segno dell'Origine o ricordava le Vrune di Navutan : all'istituire la Riforma del Fuoco Freddo, i Signori di Tharsis avevano ricevuto la Parola della Dea che la Casa di Tharsis, discendente degli Atlanti bianchi, "non si sarebbe estinta finché almeno uno dei suoi membri non avesse recuperato la Saggezza perduta", e perché la Sua Parola si compisse, "meno che mai avrebbero dovuto separarsi dalla Spada Saggia". Questo momento ancora non era arrivato e nessun discendente della Casa di Tharsis comprendeva il significato profondo di quella Verità esoterica che rivelava la Testa di Pietra di Pyrena. Di modo che per loro era una verità indiscutibile anche il fatto che i 18 Serpenti rappresentassero le lettere dell'alfabeto tartessico: i due Serpenti più piccoli, per esempio, corrispondevano alle due lettere introdotte dai lidi e la sua pronuncia si manteneva in segreto, uguale al Nome della Dea Luna formato dalle tre vocali degli iberici. In questo caso, le due vocali permettevano conoscere il Nome che la Dea Pyrena dava a se stessa quando si manifestava come Fuoco Freddo nel cuore dell'uomo,vale adire, "io sono" (qualcosa come Eu o Ey). Tutti gli anni, all'approssimarsi del solstizio d'inverno, i Gerofanti calcolavano il plenilunio più vicino e, in quella notte, si celebrava a Tartesso il Rituale del Fuoco Freddo. Non sarebbero molti gli Eletti che, alla fine, avrebbero osato sfidare la prova del Fuoco Freddo: quasi sempre un gruppo che si poteva contare sulle dita di una mano. Il Menhir era orientato all'Ovest del melo di Tharsis, in modo che la Dea Luna sarebbe apparsa invariabilmente dietro l'albero e sarebbe transitata per il cielo fino a raggiungere lo zenit, luogo dal quale avrebbe iniziato ad illuminare in pieno il volto della Dea che Guarda Verso