IL MISTERO DI BELICENA VILLCA - prima parte (ITALIANO) IL MISTERO DI BELICENA VILLCA parte 1 - (ITALIANO) | Page 361

Servi delle Potenze della Materia, gli adoratori di Jehovà Satanàs, i Terribili Nemici della Casa di Tharsis: li perseguitavano da millenni, causarono la distruzione di Tharshish e la cancellazione pubblica del Mistero del Fuoco Freddo, cercarono di estinguere la Stirpe di Tharsis e di occultare la Saggezza Iperborea, e cercarono con ogni mezzo di prendere possesso della Spada Saggia e della sua Pietra di Venere; e la mente volò immediatamente verso la Caverna Segreta, e valutò con orgoglio il silenzioso sacrificio di dozzine di Noyo e Vraya a guardia della Spada Saggia, purificando il Sangue e attendendo con la pazienza del cacciatore il Segno Litico di K'Taagar, la chiamata razziale che autorizzava ad andare verso la Dimora degli Dei Leali allo Spirito dell'Uomo; ora i Signori di Tharsis potevano compiere il viaggio desiderato per millenni, se lo desideravano: un Noyo, il più grande di tutti, Lito di Tharsis, aveva visto il Segno e conosceva il Segreto del Ritorno; ma i Signori di Tharsis non se ne sarebbero ancora andati; avrebbero aspettato ancora un po', un momento di storia, fino alla Battaglia Finale; Il Capitano Kiev, un Signore di Venere, li aveva informati che Navutan, il Signore della Guerra, considerava il loro Mondo il più Reale di tutti i Mondi possibili: e in quel Mondo, in questo Mondo, essi avrebbero contribuito a interpretare l’ultima Battaglia della Guerra Essenziale, accanto al Suo Inviato, il Grande Capo Bianco, il Signore della Volontà e il Valore Assoluto; e là andavano i Signori di Tharsis, verso una piazza liberata megaliticamente dalla Saggezza Iperborea degli Atlanti Bianchi, un luogo dove avrebbero resistito con la Spada Saggia fino ai giorni della Battaglia Finale; e la mente ritornava così, nutrita di Determinazione e Coraggio, fino agli Uomini di Pietra che si allontanavano dalla costa spagnola su una fregata della flotta Welser. Cinquantasettesimo Giorno Non appena entrarono al mare, le navi di Georg de Spira e Nicolaus de Federmann furono sferzate da terribili tempeste; sembrava come se il tutta la natura, come se il Creatore stesso, si fosse proposto di affondare quella flotta. Finalmente un miracolo e la non meno miracolosa abilità dei Capitani, impedirono il naufragio e permisero loro di attraccare alle Canarie, dove aspettarono venti migliori per completare la traversata. Già a Coro, Spira, la cui ambizione per l'oro andava di pari passo con il suo valore senza limiti, organizzò una spedizione improvvisata di quattrocento uomini e partì immediatamente per il sud del lago di Maracaibo, un luogo dove certe leggende locali situavano un’inesistente ricchissima città. Lasciò il suo Luogotenente Generale con l'incarico di recarsi a Santo Domingo per portare ciò che mancava e raggiungerlo nelle zone montuose di Carora. Ma Nicolas de Federmann, che stava complottando con i Signori di Tharsis, lungi dal conformarsi a questi ordini, si dispose a marciare anche lui verso sud, ma seguendo una rotta molto più a Ovest, seguendo l'indicazione di alcuni indiani che sostenevano di aver visto costruzioni di pietra. Con questo scopo, si trasferì a Cabo de la Vela, sulla costa del Mar delle Antille, e salpò per Santo Domingo, lasciando i Signori di Tharsis con il capitano Antonio de Chavez e i soldati catalani. Federmann tornò presto accompagnato da ottanta uomini, trenta cavalli, rifornimento e provviste fresche, si unì a loro e partì per il Sud-Ovest, in aperta contraddizione con le istruzioni di Spira: invece di due frati domenicani ora ce n’erano tre, poiché la Signora, Violante di Tharsis, aveva insistito per viaggiare camuffata