IL MISTERO DI BELICENA VILLCA - prima parte (ITALIANO) IL MISTERO DI BELICENA VILLCA parte 1 - (ITALIANO) | Página 296

rischiato di cadere anche loro nel Grande Inganno. Ma, mentre scorrevano gli eoni, gli Dei avrebbero dovuto disporre di un posto gradevole, adatto per essere occupato e difeso da una Guarnigione di terribili guerrieri stellari. Questi erano i problemi principali; ce n'erano altri, ma li ignorerò in omaggio alla brevità. Il procedimento da seguire fu il seguente. Gli Dei Leali cercarono un luogo sulla Terra adatto ai loro scopi. Siccome tale luogo stava per scomparire, dopo l’applicazione dell'Opposizione Strategica, non la scelsero all'interno di un continente perché avrebbe causato forse un cataclisma, che avrebbe ritardato ancora di più il destino degli Spiriti prigionieri. Cercarono invece tra le isole e ne scelsero una, situata in quello che oggi sarebbe l’ estremo nord, ma che a quei tempi era una zona tropicale, procedendo immediatamente a circondarla de un recinto. Essendo un'isola enorme il lavoro da fare, costruire delle mura ciclopiche di pietra attorno al suo perimetro, oggi sembrerebbe un compito impossibile. Ma la Saggezza Iperborea di cui disponevano gli dei diede loro le soluzioni per finire rapidamente con tale lavoro e in breve tempo mura colossali trasformarono l’isola paradisiaca in una fortezza inespugnabile. Non è possibile descrivere l'architettura extraterrestre delle mura perché mi perderei in spiegazioni e non avanzerei di molto. Dirò solo che, in alcune sezioni, la costruzione era simile alla fortezza pre-incaica di Sacsahuamán vicino a Cuzco, in Perù, ma tale somiglianza, devo anche dirlo, era molto approssimativa, dal momento che Sacsahuamán è ancora troppo umana. Nelle mura realizzarono un'unica apertura, cosa che sorprenderà chi non conosce i principi strategici della Saggezza Iperborea. E fuori da questa apertura, che ho già chiamato con una denominazione moderna: porta infernalis, fu collocata la Vruna di Oricalco. È giunto il momento quindi di tornare nuovamente al Grande Mistero. Il Grande Capo, Kristos Lúcifer, coraggiosamente installato in un luogo impensabile, dietro a Venere, come Sole Nero o espressione dell’Origine, decise di rispondere alla vile cospirazione degli Dei Traditori con un atto di guerra. Per compiere la sua volontà gli Dei Liberatori occuparono l'isola e costruirono le mura iniziando la Strategia Odal. Ma la Strategia Odal aveva per oggetto di "risvegliare" e "orientare" gli uomini, individualmente o razzialmente, come abbiamo detto; allora: in che consisteva "l’atto di guerra" con cui rispose Kristos Lucifer al Tradimento degli Dei di Chang Shambalá? In concreto: il colpo di stato fu dato dal Gral. La Gemma iperborea, rimossa dalla fronte dell’Affabile Signore e posizionata nel mondo del Demiurgo, avrebbe impedito ai Demoni di negare l'Origine Divina dello Spirito, poiché la sua ineffabile luminosità avrebbe emesso in ogni momento i riflessi della Patria Primordiale. Il Gral, al Divinizzare i lignaggi iperborei, costituiva il pericolo maggio perché minacciava di mandare al fallimento i piani infernali. Il conflitto sarebbe stato, da allora, eternamente proposto a chiunque riuscisse a svegliarsi, qualunque fosse l'inferno in cui si trovava, dal momento che il Gral sarebbe stato collocato nel piano fisico, cioè nella parte più bassa delle regioni infernali, e la sua luminosità sarebbe stata visibile da tutti gli angoli del Mondo, incluso il piano astrale e tutti quei "purgatori" che i Demoni preparano in quel piano per ingannare gli Spiriti; anche in quei piani così sottili delle monadi emanate dal Demiurgo, dove ci sono anche Spiriti iperborei completamente idioti, ai quali è stato fatto credere che "devono rimanere lì mentre i loro "altri corpi", più densi, si evolvono." E finalmente il Gral era, se mi si permette la metafora, un guanto gettato in faccia ai Demoni, per una sfida alla quale questi, per la loro vigliaccheria, non avrebbero risposto. Ma non era così facile ottenere che il Gral, una volta entrato nel piano fisico rimanesse semplicemente posizionato in un posto, per esempio in un altare. Per la sua