IL MISTERO DI BELICENA VILLCA - prima parte (ITALIANO) IL MISTERO DI BELICENA VILLCA parte 1 - (ITALIANO) | Seite 295
retta sia la distanza più breve tra due punti, e infatti una cosa del genere accade
frequentemente. Ma qui sto maneggiano le informazioni a un altro livello ed è per questo
che anticiperò quattro versi del Canto della Principessa Isa, che già avrete l'opportunità di
conoscere quando racconterò la storia di Nimrod, "Lo Sconfitto".
"Anche se Dejung è lontana,
le sue porte sono dappertutto.
Dejung ha sette porte
e sette mura la circondano ".
A queste "porte indotte” si riferiscono le leggende orientali, le quali "sono ovunque"
e conducono al Regno che, ovviamente, non occupa un semplice luogo geografico.
Un riferimento a eventi così remoti, come l'associazione perversa tra gli Dei
Traditori e il Demiurgo, aveva come fine servire da introduzione per un fatto che
evidenzierò subito: quando il Demiurgo si accorda con gli Dei Traditori per cedere a questi
ultimi il controllo della Gerarchia, gli consegna il segno Tiferet che rappresenta una delle
dieci Sephiroth e consente il controllo totale sugli Aspetti formali della Creazione. Il segno
di Tiferet è l'espressione simbolico della "manifestazione materiale degli Archetipi Divini",
Aspetto che suole sintetizzarsi come "Bellezza del Demiurgo". Nel caso non si fosse
capito è bene ripetere che i Demoni di Chang Shambalá rimasero in possesso di un segno
che rappresenta tutto l’aspetto di Tiferet del Demiurgo, consentendogli di accedere a Lui e
di condividere il suo Potere. Naturalmente, il segno Tifereth è la chiave di Maya, l'illusione
del Reale, e quindi: il più terribile strumento di stregoneria. Chiunque osservi il segno di
Tifereth, che è abbastanza complesso, "dal mondo", cioè, karmicamente incarnato, corre il
rischio di inabissarsi perdendo immediatamente tutti i punti di riferimento e di conseguenza
la ragione. Per questo motivo la Saggezza Iperborea consiglia di applicare la legge del
Recinto al segno Tifereth per essere in grado di osservarlo senza pericolo. Non è inutile
sottolineare che in qualsiasi offensiva iperborea contro i Demoni di Chang Shambalá,
prima o poi, si produce un confronto con il segno Tifereth poiché si confida nella sua
nefasta influenza per sconfiggere gli uomini risvegliati.
Dopo che gli Dei Traditori ricevettero il segno Tifereth e costruirono Chang
Shambalá non fu più possibile per gli Dei Leali rimanere sulla superficie terrestre. Ma non
volevano neanche lasciare il Sistema Solare, lasciando dietro di loro a miliardi di Spiriti
prigionieri. E allora pianificarono la Strategia Odal. Ma prima, che quadro presentava uno
Spirito prigioniero? Fondamentalmente la perdita dell’Origine e il conseguente stato di
incoscienza, cioè la perdita del tempo proprio. L’incatenamento alla materia inizia
fondamentalmente dall’incatenamento al "flusso immanente della Coscienza del
Demiurgo", cioè la sincronizzazione con Tempo del Mondo. Gli spiriti i prigionieri, legati al
tempo, avrebbero impiegato milioni di anni per recuperare la loro coscienza, se mai un
giorno l'avessero raggiunta. In queste circostanze gli Dei, in una meravigliosa
dimostrazione di valore e audacia, iniziano la Strategia Odal.
Il primo problema che dovevano affrontare era rimanere "indipendenti" del Tempo,
ma non "al di fuori", dal momento che avrebbero dovuto seguire da vicino le disavventure
degli Spiriti prigionieri per aiutarli a evitare la confusione strategica e, eventualmente,
salvarli. D'altra parte, l'indipendenza dal tempo era necessaria perché gli Dei potessero
conservare il loro tempo proprio, la loro consapevolezza dell'Origine, altrimenti avrebbero