IL MISTERO DI BELICENA VILLCA - prima parte (ITALIANO) IL MISTERO DI BELICENA VILLCA parte 1 - (ITALIANO) | Página 290
diventato, allora, una lotta terribile e disperata combattuta dentro e fuori di ognuno,
spesso inconsciamente.
Ecco perché, dopo Gesù Cristo, non sarà più possibile qualificare persone o
organizzazioni, ma si dovrà affrontare specificamente il grado di confusione degli
uomini. Deve essere così perché in molti casi intere organizzazioni sinarchiche possono
cadere sotto il comando di un uomo improvvisamente consapevole di alcuni principi
iperborei (prodotto della lotta esoterica che si combatte nel suo interiore), che potrebbe
persino "torcere" momentaneamente il corso di questa.
E, viceversa, in altri casi può accadere che un gruppo qualificato come "Iperboreo"
sia condotto da personaggi più o meno giudaizzati. All’estremo avremo ebrei (ebrei di
sangue) che si ribellano a Jehovà e cercano drammaticamente di recuperare la loro
eredità iperborea, caso che può succedere più spesso di quanto si immagina, come
troveremo molte volte persone che "di Sangue" dichiarano di essere perfetti "ariani" ma
che dimostrano psicologicamente di essere più ebrei del Talmud. Un esempio lo otterremo
in modo eloquente osservando la Chiesa Cattolica nella quale convivono gli adoratori di
Gesù Cristo e del Demiurgo insieme a sacerdoti nazionalisti e patrioti che servono la
causa di Kristos Lucifer e gli Dei Leali senza saperlo.
Bisogna quindi essere prudenti nel qualificare le organizzazioni umane e, persino in
quelle chiaramente sinarchiche, detenersi sempre a valutare il grado di confusione degli
gli uomini con cui si tratta. È considerata una mostra di abilità strategica la capacità di
localizzare "l’uomo giusto", anche all'interno di un'organizzazione sinarchica come la
Massoneria, a cui parleremo più avanti cercando di isolarlo dall'organizzazione in cui
milita (facendo appello all'applicazione della legge del recinto) in modo da potersi dirigere
mediante i simboli appropriati alla sua parte iperborea.
Un esempio di ciò che stavo dicendo lo costituisce il caso dell'eresia soteriologica,
di Pelagio, chiamato anche "Pelagianesimo". All'inizio del V secolo questo Vescovo
britannico cominciò a difendere la teoria che l'uomo, da solo, è sufficiente per essere
protagonista della sua salvezza. Questo è possibile, secondo Pelagio, perché "c'è
nell'uomo un principio di perfezione spirituale". È evidente, quindi, che in Pelagio
predominava il lignaggio iperboreo. Il suo Sangue Puro ben presto gli permise di notare
che la "salvezza" dell'uomo (il suo "orientamento") dipendeva da "un principio spirituale",
che doveva essere "scoperto" e "Coltivato" internamente. Però dove la posizione "eretica"
di Pelagio risultava più chiara era in relazione al peccato originale: l'uomo non ha peccato
in assoluto e "se Adamo peccò, il suo peccato morì con lui; non si trasmise alla
discendenza umana." In definitiva, "l'uomo è libero" e "nato senza peccato"; di lì a criticare
l'ingiustizia del dolore e della sofferenza, o qualsiasi altra punizione imposta da Jehovà
Satanàs , era solo un passo. Di conseguenza la persecuzione contro Pelagio iniziò
immediatamente e non si concluse fino alla sua eliminazione, in Africa; fu portata avanti
dalle più importanti autorità ecclesiastiche della sua Epoca, cosa che prova la paura che le
sue idee producevano, tra coloro tra i quali si distinguevano i Papi Innocenzo I e Zosimo,
San Geronimo e l'apostata gnostico Sant'Agostino.
Nel Sinodo di Cartagine dell’anno 411, furono condannate sette proposizioni,
sintesi della sua dottrina. Vale la pena ricordarle ora per verificare che siano derivate dalla
Saggezza Iperborea.
Ecco le sette proposizioni condannate: