IL MISTERO DI BELICENA VILLCA - prima parte (ITALIANO) IL MISTERO DI BELICENA VILLCA parte 1 - (ITALIANO) | Page 274
Trentaseiesimo Giorno. Dunque, secondo la Saggezza Iperborea, ogni Recinto
strategico è tecnicamente "un’Archèmona" o "Recinto infinito". In altre parole, l'uomo
risvegliato scopre il principio del recinto e lo proietta nel Mondo: ma questo non è
sufficiente per costituire un Recinto strategico; il principio del recinto è un principio
matematico e, quindi, è un elemento archetipico, cioè creato dall’Uno: potrebbe essere
sbagliato usare un elemento creato dall’Uno per provare a isolarsi dalla Strategia
dell’Uno; bisogna modificare, quindi, la legge del recinto per ottenere l'effetto isolante
desiderato; in che modo? Non determinando o convertendo in infinito il recinto
reale; Questo si ottiene attraverso l'uso delle Vrune increate: l'inclusione della Vruna
increata nella legge del recinto produce il "Recinto Strategico", il recinto infinito
dentro il quale è possibile praticare il modo di vita strategico e sviluppare una
Strategia di Ritorno all'Origine.
La Via dell'Opposizione Strategica è applicabile per ogni uomo risvegliato che
disponga di un Recinto Strategico e un di lapis oppositionis. Quest’ultimo elemento è
solo una Pietra di Opposizione, cioè, una pietra che rappresenta l'Uno e contro la quale
si realizza l'opposizione strategica che permette avvicinarsi, inversamente,
all'Origine. Il lapis oppositionis si posiziona al di fuori dell’Archèmona, di fronte al
punto infinito del Recinto Strategico: quando l'Iniziato Iperboreo effettua l'opposizione
strategica, l'interiore dell'Archèmona diventa una piazza liberata, con uno Spazio e un
Tempo proprio, indipendente dallo spazIo-tempo dell'Universo Creato; così isolato, senza
abbandonare l'opposizione strategica in nessun momento, l'Iniziato avanza senza
ostacolo verso l’Origine, esce dal labirinto, si libera dalla prigione materiale.
Chiarirò il significato etimologico della parola Archèmona e il significato filosofico
che denota nella Saggezza Iperborea. Archèmona, prima di tutto, è una parola composta
da due parole greche, arke, principio e monas, unità. L'iniziazione con la tecnica
archemonica permette di arrivare a un principio unico della psiche, cioè,
all'individuazione egoica del Selbst, da dove è possibile sperimentare la possibilità
assoluta dello Spirito nell'Origine: questo è il significato Iperboreo dell'Archèmona.
Per gli Uomini di Pietra, Iniziati Iperborei della Casa di Tharsis, il "mondo" in cui
avviene la vita di tutti i giorni è semplicemente un "campo di battaglia ", una Palestra
occupata da nemici mortali con cui si deve combattere senza tregua perché "bloccano il
cammino di Ritorno all’Origine", "ostacolano la ritirata" e pretendono di "ridurre l'uomo alla
schiavitù più vile" qual è "la sottomissione dello Spirito Eterno alla materia", la sua
"incatenamento al Piano Evolutivo dell'Universo, creato dal Demiurgo e dalla sua corte dei
Demoni". Il mondo è, quindi, per gli Uomini di Pietra, il Valplads.
Nella mitologia nordica e negli Edda, il Valplads è il campo di battaglia dove
Wothan elegge quelli che cadono lottando per l'Onore, la Verità, infine, per le Virtù dello
Spirito. La casa di Tharsis, basandosi sulla Saggezza Iperborea, estendeva il concetto di
Valplads all'intero "mondo". Ma il "mondo" è il macrocosmo, all'interno del quale sussiste il
microcosmo potenziale dell’uomo risvegliato; la realtà di quel "mondo", che circonda come
Valplads l’uomo risvegliato, è Maya, l'illusione del Grande Inganno. Quando l'uomo
risvegliato si è posizionato dentro la sua Archèmona e libera la piazza interna attraverso
l’Opposizione Strategica, non determinando o trasformando in infinito il recinto reale, il
lapis oppositionis che si trova nel Valplads, si dice che la sua posizione costituisce la
fenestra infernalis dell'Archèmona, il punto infinito del Recinto Strategico: la fenestra
infernalis è il punto di maggiore approssimazione tra la piazza liberata e il Valplads, e
davanti a essa si affrontano l'uomo risvegliato e il Demiurgo Faccia a Faccia, si