IL MISTERO DI BELICENA VILLCA - prima parte (ITALIANO) IL MISTERO DI BELICENA VILLCA parte 1 - (ITALIANO) | Page 273

completo, integro nella sua manifestazione. Tuttavia, non è possibile apprenderlo nella sua totalità; al poco tempo di osservarlo una parte di esso diventa eminente, emergendo e distinguendosi sopra altri aspetti. L'unità del fenomeno è stata spezzata a favore di la pluralità di qualità che si è in grado di attribuire a esso. Si distinguono due facce quadrate e su ogni faccia, quattro spigoli e quattro angoli, ecc. Quindi si esegue la misura di uno spigolo o di un lato e si stabilisce una "legge della natura": "la lunghezza del lato è proporzionale alla lunghezza del meridiano terrestre e il suo rapporto è di 5 cm". In questa operazione che è stata appena descritta, sono intervenuti i "principi" matematici" (quando si distinguono due facce, quattro lati, ecc.) e il "le premesse culturali preminenti" (quando diventa "eminente" il volto, il lato, o qualsiasi altra qualità). Le due fonti concorrono nell'atto razionale di "correlare" (misurare) aspetti del fenomeno e postulare una "legge della natura" (misura 5 cm.) che può essere universalmente verificata. Spero di aver chiarito che i principi matematici (l'uno, il due, il quadrato, ecc.), poiché sono proprietà intrinseche della struttura mentale, intervengono a priori nella formulazione di una legge della natura. Per quanto riguarda i "numeri" del mondo, quelli che appaiono incisi nella riga graduata, sono solo segni culturali di rappresentazione che si distinguono grazie all’apprendimento convenzionale. Ci furono popoli antichi che rappresentavano numeri con nodi o ideogrammi; è presumibile che uno strumento di misura composto da un bastone sul quale sono stati incisi dei geroglifici, non significherebbe nulla per noi, in principio, se non riusciamo a "leggere" i segni, cioè, a realizzare le rappresentazioni numeriche. L'analisi epistemologica del modo in cui l'uomo stabilisce una legge della natura porta inevitabilmente alla conclusione che sarebbe impossibile che il principio del recinto fosse localizzato nel mondo come proprietà degli enti e potesse essere formulato in un linguaggio socioculturale. Al contrario, quello che può accadere, in ogni caso, è che il principio del recinto sia proiettato, consapevolmente o inconsciamente, su un fenomeno e sia poi essere scoperto in esso come una relazione eminente tra qualità; naturalmente, dipenderà dal tipo di fenomeno rappresentato la complessità con cui il principio del recinto sia empiricamente riconosciuto e proiettato nella struttura psichica. Riassumendo, "il principio del recinto", scoperto dalla coscienza per il messaggio degli Dei Leali, è anche un principio matematico e in quanto tale interverrà "a priori" in tutte le percezioni fenomeniche. I numeri naturali (che sono nella mente) permettono di "contare" (uno, due) gli spicchi di quella mela (chi è nel mondo). Il principio del recinto (che è nella mente) permette di applicare la "legge del recinto" su quel fenomeno (che è nel mondo). Io percorso un lungo cammino per arrivare a questa conclusione. Lo esprimerò ora modo generale: il principio del recinto renderà possibile la determinazione della legge del recinto in tutti i fenomeni e in qualunque relazione tra i fenomeni. Ma il principio del recinto è, generalmente, inconsapevole e solo quelli che possono ascoltare il messaggio degli Dei Leali possono incorporarlo nella sfera cosciente. E solo loro, gli uomini risvegliati, saranno in grado di applicare la legge del recinto in una strategia guerriera che assicuri il Ritorno all'Origine. Prima ho menzionato la soluzione di Navutan al Mistero del Labirinto e ho detto che include l'uso delle Vrune e il principio del recinto. Ora aggiungerò che detta soluzione, chiamata Tirodinguiburr, si traduce nella tecnica archemonica della Saggezza Iperborea. Tale tecnica, che è essenziale dominare nel "modo di vita strategico", permette di definire nell'Universo un "Recinto strategico", a cui ho fatto riferimento nel Terzo e al