IL MISTERO DI BELICENA VILLCA - prima parte (ITALIANO) IL MISTERO DI BELICENA VILLCA parte 1 - (ITALIANO) | Página 270

Ora ricorderò le ragioni che mi hanno portato a sviluppare l'allegoria. Mi sono riproposta di mostrare, in modo analogico, il metodo usato dagli Dei Leali per contrastare l'azione della "Cultura", arma strategica della Sinarchia. In precedenza ho chiarito che sono gli "elementi culturali interiori" il vero strumento che la Sinarchia usa per mantenere l'uomo "addormentato", cioè, in confusione. In quello stato l'IO è soggetto alla ragione per mezzo della struttura culturale, della cui fonte si nutre, infine, tutta l'attività mentale. Succede così che l’IO, cioè, la coscienza presente nell'uomo, risulta "diretta verso" il mondo attraverso la struttura culturale "dalla" la ragione; il risultato, l’ho ripetuto più volte, è un'immagine distorta del mondo e uno stato di confusione psichica che rende difficile il "riorientamento strategico" dell'uomo. Contro questa situazione gli Dei Leali, proprio come i Kameraden dell’allegoria, sono pronti a venire in soccorso "mandando un messaggio". L'obiettivo principale è "aggirare tutte le mura" e arrivare al prigioniero, “l’IO", con un messaggio dal doppio significato: 1° risvegliare, 2° orientare. Per questo gli Dei Leali "trasmettono il messaggio", carismaticamente, da molti millenni; alcuni lo ascoltano, si svegliano e partono; altri, la maggior parte, continuano nella confusione. Certo, non è facile riconoscere il messaggio perché è stato emesso nella lingua degli uccelli ... e la sua fonetica può solo essere percepita con il Sangue Puro. E chiaro allora? Il messaggio degli Dei Leali risuona permanentemente nel sangue degli uomini addormentati. Chi non lo sente è perché soffre di confusione strategica o non è consapevole della sua esistenza, che è la stessa cosa. Ma come dovrebbe svolgere la sua funzione il messaggio carismatico? In due passi. Prima di tutto gli Dei parlano, nel sangue dell'uomo, di un ricordo primordiale, di qualcosa che si è verificato all'inizio del Tempo quando lo spirito non era ancora stato catturato dagli Dei della Materia. Come gli Dei riuscirono a farlo è un Mistero molto grande, a cui solo loro possono rispondere. Questa "ricordo primordiale", la "canzone infantile" dell'allegoria, è stata indotto allo scopo di "attivare" il Ricordo del Sangue proprio dell’uomo addormentato. Se succede una cosa del genere, allora l'uomo addormentato sentirà un'improvvisa "nostalgia di un altro mondo", un desiderio di "lasciare tutto e partire". Tecnicamente significa che la Memoria del Sangue è arrivata "lì dove l'IO perduto si trovava": sul soggetto cosciente. Un tale contatto, tra il IO e la Memoria del Sangue, si realizza indipendentemente dalla struttura culturale e dalla ragione; e questo è l'obiettivo cercato dagli Dei Leali. È stato possibile raggiungere il midollo dell’IO, attraverso la via del sangue; sarà allora, in quel momento fugace quando "la Canzone d’A-mort" si lascerà ascoltare. Parlerò ora della seconda parte del messaggio, che ho chiamato allegoricamente, "Canzone d’A-mort". Prima di tutto dirò che un tale nome non è capriccioso poiché la Saggezza Iperborea insegna che, fin dalla sua Origine nell'universo fisico, cioè dalla sua sincronizzazione con il Tempo, lo Spirito rimane incatenato alla Materia a causa di un Mistero di A-mort. Quando il Ricordo del Sangue, attivato dalla prima parte del messaggio, apre un percorso (non razionale, non culturale) verso l’IO, allora gli Dei Leali cantano la Canzone d’A-mort, fanno partecipare l'uomo al Mistero. Se il suo sangue è sufficientemente pura perché possa essere coscienzializzato il messaggio carismatico allora l'uomo ha la possibilità di "orientarsi" in direzione dell’Origine e mantenersi definitivamente "sveglio".