IL MISTERO DI BELICENA VILLCA - prima parte (ITALIANO) IL MISTERO DI BELICENA VILLCA parte 1 - (ITALIANO) | Seite 266
Notate Dottore che ho detto la chiave e non l'uscita segreta. Perché succede che
attraverso la chiave il prigioniero dovrà cercare l'uscita segreta, un compito che non deve
essere così difficile considerando le piccole dimensioni della cella. Ma, dopo averla
incontrata, completerà la sua impresa discendendo fino a incredibili profondità,
attraversando corridoi immersi nell'oscurità impenetrabile e ascendendo, finalmente, fino
a vette remote: così complicato è il tragitto dell'enigmatica uscita segreta. Tuttavia, già è
salvato, nel nello stesso momento in cui inizia il ritorno, e niente e nessuno sarà in grado
di fermarlo.
Dobbiamo solo dire una parola, per completare l'epilogo dell'allegoria, sulla
seconda parte del messaggio acustico, quella che conteneva la chiave segreta. Era una
canzone. Una canzone curiosa che raccontava la storia di un amore proibito e sublime tra
un Cavaliere e una Dama già sposata. Consumato da una passione senza speranza il
Cavaliere aveva intrapreso un lungo e pericoloso viaggio attraverso paesi lontani e
sconosciuti, durante il quale era diventato esperto nell'Arte della Guerra. All'inizio cercò di
dimenticare la sua amata ma, passati molti anni, e avendo verificato che la memoria era
sempre viva nel suo cuore, capì che avrebbe vissuto eternamente schiavo di quell'amore
impossibile. Allora si fece una promessa: non sarebbero importate le avventure che
avrebbe dovuto correre sulla sua lunga strada, né le gioie né le disgrazie che esse
implicavano; interiormente sarebbe rimasto fedele al suo amore senza speranza con
devozione religiosa, e nessuna circostanza lo avrebbe deviato dalla sua ferma
determinazione.
E così finisce la canzone: ricordando che da qualche parte sulla Terra, ora
diventato un monaco guerriero, marcia il coraggioso Cavaliere, provvisto di una potente
spada e un brioso destriero, ma con una borsa appesa al collo che contiene la prova del
suo dramma, la chiave del suo segreto d'amore: la Fede Nuziale che non sarà mai
indossata dalla sua Dama.
Contrariamente alla canzone infantile della prima parte del messaggio, questa non
provocava una nostalgia immediata ma un sentimento di modesta curiosità nel
prigioniero. All’ascoltare, arrivando da chissà dove, nella sua antica lingua natale, la storia
del galante Cavaliere, così forte e coraggioso, così completo in battaglia, eppure così
dolce e malinconico, così lacerato interiormente dal Ricordo dell’A-mort, si sentiva il
prigioniero preda di quella pudica curiosità che i bambini sperimentano quando
percepiscono le promesse del sesso o intuiscono i misteri dell'amore. Possiamo
immaginare il prigioniero che medita, perplesso dall’enigma della canzone evocativa! E
possiamo anche supporre che finalmente troverà una chiave in quella Fede Nuziale ...
che secondo la canzone non sarebbe mai stata usata in nessun matrimonio. Per
induzione, l'idea dell'anello, lo porterà a cercare e trova l'uscita segreta.
Fino a qui l'allegoria. Ora dobbiamo evidenziare le relazioni analogiche che legano
il prigioniero con “l’IO” dell'uomo addormentato.
Quarantacinquesimo Giorno
Sintesi generale della Saggezza Iperborea:
Affinché la relazione analogica sia chiaramente evidenziata procederò secondo il
seguente metodo: per prima cosa, affermerò una sentenza con riguardo alla storia