IL MISTERO DI BELICENA VILLCA - prima parte (ITALIANO) IL MISTERO DI BELICENA VILLCA parte 1 - (ITALIANO) | Page 260

seconda determinazione o, in senso stretto, una "seconda intenzione"; noi diciamo: "È successo per Volontà del Creatore ". Il primo e secondo grado di determinazione di un fenomeno viene anche definito, da un altro punto di vista, Prima e Seconda intenzione del Creatore. In generale, qualsiasi fenomeno ha la possibilità che si manifesti in primo e secondo grado di determinazione. Considerando questa possibilità, saremo d'accordo sul seguente: quando non si indichi il contrario, per "fenomeno", deve essere inteso quello la cui determinazione è puramente meccanica, cioè di primo grado; nel caso contrario si specificherà, "secondo grado". Manca solo, ora che distinguiamo tra "i due gradi del fenomeno", chiarire l’affermazione fatta all'inizio di questa analisi che ogni legge della natura, comprese quelle eminenti, descrive il comportamento causale di fenomeni di primo grado di determinazione. È facile capire e accettare questo visto che quando in un fenomeno interviene una determinazione di secondo grado, il senso naturale del sistema meccanico viene alterato temporaneamente a favore di una Volontà irresistibile. In questo caso, il fenomeno non sarà "naturale" anche se sembrerà esserlo, ma sarà dotato di una intenzionalità sovrapposta di netto carattere malvagio per l'uomo. D'altra parte, il fenomeno di primo grado si manifesta sempre completo nella sua funzionalità, che è un'espressione diretta della sua essenza, e che sarà sempre possibile ridurre matematicamente a un numero infinito di "leggi" della natura. Quando il fenomeno di primo grado è apprezzato soprattutto per una legge della natura, che è eminente perché evidenzia alcuni aspetti interessanti, è chiaro che non si ha a che fare con il fenomeno completo ma con detto "aspetto" dello stesso. In tal caso si deve accettare il triste fatto che del fenomeno sarà percepita solo un'illusione. Sensibilmente mutilato, deformato in forma gnostica, mascherato con epistemologia, non dovrebbe sorprendere che gli indoariani qualifichino come maya, Illusione, alla normale percezione di un fenomeno di primo grado. Porrò ora una domanda, la cui risposta ci permetterà di affrontare il problema della "preminenza delle premesse culturali", basato sulle ultime conclusioni: "Se ogni fenomeno di primo grado appare necessariamente completo (ad esempio: alle 6 AM 'sorge il sole') ", qual è la ragione specifica per cui la sua comprensione attraverso il "modello scientifico o culturale" impedisce trattare con il fenomeno nella sua integrità e circoscrive attorno ad aspetti parziali dello stesso? (Per esempio quando diciamo: "La rotazione terrestre è la causa che ha prodotto l'effetto che alle 6 del mattino il sole sia diventato visibile nell’orizzonte a Oriente"). In quest'ultimo esempio è evidente che nello spiegare il fenomeno con una "legge eminente" non si fa altro che riferirsi a certi aspetti parziali (la "rotazione terrestre") lasciando da parte - non vedendolo - il fenomeno stesso ("il Sole"). La risposta alla domanda sollevata porta a toccare un principio fondamentale della teoria epistemologica strutturale: la relazione che si nota tra gli aspetti di un fenomeno, quantificabile matematicamente come "legge della natura", nasce dalla preminenza delle premesse culturali a causa delle quali la ragione modifica la percezione del fenomeno stesso. Inutile dire che questo si verifica a causa dell'effetto "mascherante" che la ragione causa in ogni immagine riflessa dal soggetto cosciente: la ragione "risponde all'interrogazione", cioè alle inflessioni del soggetto cosciente, nel quale si trova sommerso l'IO perduto. Come se fosse una fantasia, la ragione interpreta e plasma uno