IL MISTERO DI BELICENA VILLCA - prima parte (ITALIANO) IL MISTERO DI BELICENA VILLCA parte 1 - (ITALIANO) | Seite 259
dal fatto che la sua manifestazione sia significativa o meno per un osservatore e rispetti o
no leggi eminenti.
Prima di affrontare il problema della "preminenza delle premesse culturali" nella
valutazione razionale di un fenomeno, è conveniente spogliarlo da qualunque possibilità
che lo separi dalla pura determinazione meccanica o evolutiva, secondo "l'ordine
naturale". Per questo stabilirò, dopo un breve analisi, la differenza tra fenomeno di "primo"
o "secondo" grado di determinazione, chiarimento indispensabile, poiché le leggi eminenti,
corrispondono sempre a fenomeni di primo grado.
Per lo gnostico "il mondo" che ci circonda non è altro che la disposizione della
materia fatta dal Dio Creatore, l'Uno, in un principio e che noi percepiamo nella sua
attualità temporale. La Saggezza Iperborea, madre del pensiero gnostico, va oltre
affermando lo spazio, e tutto ciò che esso contenga, è costituito da associazioni multiple di
un singolo elemento chiamato "quantum archetipico di energia", che costituisce un termine
fisico della monade archetipica, cioè dell'unità formativa assoluta del piano archetipico.
Questi quantum, che sono veri atomi archetipici, che non conformano o strutturano
le forme, possiedono, ognuno, un punto indiscernibile per mezzo del quale si realizza la
diffusione panteistica del Creatore. Vale a dire che, grazie a un sistema puntuale di
contatto multidimensionale, rende affettiva la presenza del Demiurgo in ogni porzione
ponderabile della materia, qualunque sia la sua qualità. Questa penetrazione universale,
all’essere comprovata da persone in vari gradi di confusione, ha portato alla credenza
errata che "la materia" è la stessa essenza dell'Uno. Queste sono le concezioni volgari dei
sistemi panteistici o di quelli che alludono a uno "spirito del mondo" o "Anima Mundi", ecc.
In realtà la materia è stata "disposta" dal Creatore e "Spinta" verso uno sviluppo legale nel
tempo dalla cui forza evolutiva non sfugge nemmeno la particella più piccola (e della quale
partecipa, ovviamente, il "corpo umano").
Ho realizzato questa esposizione sintetica di "Fisica Iperborea" perché è
necessario distinguere tra due gradi di determinismo. Il mondo, come l'ho descritto, si
sviluppa, meccanicamente, orientato verso uno scopo; questo è il primo grado di
determinismo. In altre parole: c'è un Piano a cui i modelli si adattano e verso il quale tende
il disegno, “l’ordine" del mondo; la materia lasciata alla meccanica di detto "ordine" è
determinata in primo grado. Siccome quel piano, è sostenuto dalla Volontà del Creatore e
La Sua Presenza è effettiva in ogni porzione della materia, come abbiamo visto, potrebbe
accadere che Lui, in modo anomalo, influenzasse in un’altra maniera alcune parti della
realtà, sia per modificare teologicamente il suo Piano o per esprimere la sua intenzione
semitonicamente, o per ragioni strategiche; in tal caso ci troviamo di fronte al secondo
grado di determinismo. Per "ragioni strategiche" intendiamo il seguente: quando l'uomo
risvegliato intraprende il Ritorno all'Origine nel quadro di una Strategia Iperborea utilizza
tecniche segrete che consentono di opporsi efficacemente al Piano.
In queste circostanze il Creatore, in modo anomalo, interviene con tutto il Suo
Potere di punire l'intrepido. Possiamo ora distinguere tra un fenomeno di primo grado e
un fenomeno di secondo grado, secondo il grado di determinazione che implica la sua
manifestazione. Deve essere ben chiaro che in questa distinzione l'accento è posto sui
diversi modi in cui il Demiurgo può agire su uno stesso fenomeno. Ad esempio, nel
fenomeno di un vaso di fiori cadendo da un balcone al marciapiede, non possiamo vedere
altro che una determinazione di primo grado; diciamo: "La legge di gravità ha agito". Ma,
se detto vaso di fiori cade sulla testa di un uomo risvegliato, possiamo supporre una