IL MISTERO DI BELICENA VILLCA - prima parte (ITALIANO) IL MISTERO DI BELICENA VILLCA parte 1 - (ITALIANO) | страница 258
Dott. Siegnagel, questi tre elementi sono definiti e studiati; sinteticamente, vi dirò che il
"soggetto culturale" è solo il soggetto animico agendo dinamicamente su una "struttura
culturale" costituita nella "sfera d’ombra" della psiche; allo stesso modo, quando il
soggetto psichico agisce nella "sfera razionale", è denominato "soggetto razionale"; e se si
manifesta nella "sfera della coscienza", "soggetto" cosciente"; ma sempre, l'Io è immerso
nel soggetto animico o Anima, che sia razionale, culturale o cosciente il suo campo
d'azione. Quindi, è il "modello culturale" il principale responsabile della visione distorta che
l'uomo ha di se stesso e del mondo, poiché s’interpone tra il macrocosmo e il microcosmo.
Il modello culturale è un contenuto della struttura culturale di natura collettiva o
socioculturale; quindi, consiste di un insieme sistematico di concetti, proposto dal soggetto
culturale e tradotto in uno o due linguaggi abituali, ad esempio, matematico e linguistico.
In sintesi, il modello culturale è solitamente composto da principi matematica e premesse
culturali. L'Io dell'uomo quando è confuso con il soggetto cosciente, accetta solidariamente
come rappresentazioni di entità esterne, come sue verità, gli oggetti culturali che
provengono dal modello culturale intermedio, oggetti culturali il cui significato è stato
proposto dal soggetto culturale come premessa nel linguaggio abituale.
Esaminiamo ora ciò che l'uomo intende per "legge della natura". Senza entrare in
complicazioni si può dire che una legge della natura è la quantificazione matematica di
una relazione significativa tra aspetti o magnitudo di un fenomeno. Chiariamo questa
definizione. Dato un fenomeno è possibile che l'osservazione e la sperimentazione
empirica possano condurre a differenziare alcuni "aspetti" di esso. Se tra i vari aspetti che
si evidenziano, alcuni di loro risultano essere "significativamente correlati tra loro", e se
tale relazione ha probabilità statistica, cioè, si ripete un gran numero di volte o è
permanente, allora si può enunciare una "legge della natura". Per questo è necessario che
gli "aspetti" del fenomeno possano essere ridotti a magnitudo in modo tale che la
"relazione significativa" sia ridotta a "relazione tra magnitudo" cioè alla funzione
matematica. Le "leggi" della fisica sono state dedotte in modo simile.
Il concetto di "legge della natura" che ho esposto è moderno e mira a "controllare" il
fenomeno prima di spiegarlo, seguendo la tendenza corrente che subordina lo scientifico
al tecnologico. Ci sono quindi fenomeni "governati" da leggi eminenti che non solo sono
accettate come determinanti ma sono indissolubilmente incorporate al fenomeno stesso,
dimenticando, o semplicemente ignorando, che si tratta di quantificazioni razionali. È
quello che succede, ad esempio, quando si nota il fenomeno di un oggetto che cade e si
afferma che una cosa del genere è accaduta perché "ha agito la legge di gravità". Qui la
"legge della gravità "è eminente, e anche se" è noto che esistono altre leggi" “che
intervengono ma con meno intensità", si crede ciecamente che l’oggetto nella sua caduta
obbedisca alla legge di Newton e che questa "legge della natura" sia stata la causa del
suo spostamento. Tuttavia, il fatto concreto è che il fenomeno non obbedisce a nessuna
legge eminente. Il fenomeno accade semplicemente e non c'è nulla in esso che punti
intenzionalmente verso una legge della natura, e ancor meno una legge eminente. Il
fenomeno è una parte inseparabile di una totalità che si chiama "realtà" o "il mondo", e
che include, in quel carattere, tutti i fenomeni, quelli che si sono già verificati e quelli che si
verificheranno. Ecco perché nella realtà i fenomeni semplicemente accadono,
succedendo, forse, per alcuni si sono già verificati, o contemporaneamente con altri simili
a esso. Il fenomeno è solo una parte di quella "realtà fenomenica" che non perde mai il
suo carattere di totalità: di una realtà che non si espressa in termini di causa ed effetto per
sostenere il fenomeno; infine, di una realtà in cui il fenomeno accade indipendentemente