IL MISTERO DI BELICENA VILLCA - prima parte (ITALIANO) IL MISTERO DI BELICENA VILLCA parte 1 - (ITALIANO) | Page 257

di acquisire il controllo del microcosmo, a meno che non passi attraverso l'iniziazione Iperborea, che produce l'effetto di isolare l'IO, dall'Anima, per mezzo delle Vrune Increate, rivelate all'uomo da Navutan . Ecco perché la Saggezza Iperborea distingue tra due classi di IO: l'IO risvegliato, proprio dell'Iniziato Iperboreo o Uomo di Pietra; e l’Io dormiente, caratteristico dell'uomo addormentato o uomo "normale", comune e corrente, dei nostri giorni. Riferendosi all'uomo normale, si può dire che il soggetto animico, con il suo Io perduto incorporato, s’impadronisce della sfera psichica, che può essere considerata, pressappoco, come composta da due regioni chiaramente differenziabili e distinguibili: la sfera d'ombra e la sfera di luce; entrambe regioni sono separate da una barriera chiamata soglia della coscienza. La sfera d'ombra ha una stretta relazione concettuale con la regione della psiche chiamata Inconscio che definisce la Psicologia Analitica del Dr. CG Jung. La sfera di luce è fondamentalmente la sfera della coscienza, dove scorre l'attività del soggetto animico cosciente durante la veglia. L’IO, che è essenzialmente una forza volitiva, non ha nulla a che fare con la natura temporale del soggetto animico, nonostante ciò rimane immerso in esso, confuso nella sua storia, artificialmente introdotto nel tempo, in una parola, addormentato. Ecco perché la Saggezza Iperborea distingue chiaramente tra due forme dell’IO: l’IO perduto e l’IO sveglio. L’IO perduto è caratteristico dell'uomo addormentato, dell'uomo perduto nel Labirinto dell'Illusione del Grande Inganno: l'uomo addormentato è quell'uomo animale nella cui anima è incatenato, senza saperlo, uno Spirito Increato. L'IO risvegliato è caratteristico dell'uomo risvegliato, cioè dell'animale uomo il cui Spirito incatenato ha scoperto l'Inganno e cerca di trovare il cammino per l'Origine, l'uscita del labirinto. L'uomo risvegliato, l'Iniziato Iperboreo è quello capace di agire secondo il "modo strategico di vita" che richiede il patto di sangue. Cioè, quello capace di applicare i principi dell'Occupazione, del Recinto e delle Mura Strategiche. Con Riguardo al secondo principio, per quanto riguarda la Funzione Reale, ho detto il giorno Sedicesimo: Filippo IV dovrà "applicare il Principio del Recinto nello spazio reale occupato". Visto in questo modo, sembrerebbe che il principio del Recinto radicasse esclusivamente nell'uomo risvegliato, che dovrebbe "applicare" o "proiettare" un tale principio nell'area occupata; Tuttavia, secondo il principio ermetico: "Il microcosmo riflette il macrocosmo", un principio che, come visto nell’esposizione di Bera e Birsa, è anche cabalistico: Adam Harishon è il riflesso da Adam Kadmon; ciò significa che il principio del Recinto deve essere presente anche nel macrocosmo, ad esempio come una legge della natura? Se così fosse, forse potrebbe, almeno in teoria, essere rilevata in qualche fenomeno caratteristico una certa funzione di accerchiamento, che ci rivelasse in un altro modo, questa volta esterna, il principio strategico menzionato. Anche se posso anticipare che il risultato sarà negativo, è conveniente esaminare tale possibilità di ricerca esterna perché la sua analisi permetterà di comprendere diversi aspetti gnoseologici e culturali che affettano l'uomo. Se accettiamo il principio ermetico dell'equivalenza tra macrocosmo e microcosmo, ci risulterà evidente che tutte le leggi del macrocosmo si riflettono in leggi analoghe del microcosmo. Ma tale corrispondenza è lontana da essere una semplice riflessione passiva tra strutture. L’Uomo, dopo aver scoperto e formulato leggi, sbilancia quella relazione e assume un ruolo preminente. Come conseguenza di quell'attitudine dominante appare ora, separando l'Io dal macrocosmo, un modello culturale sviluppato da un soggetto culturale basato su principi e concetti di una struttura culturale. Nella Saggezza Iperborea,