IL MISTERO DI BELICENA VILLCA - prima parte (ITALIANO) IL MISTERO DI BELICENA VILLCA parte 1 - (ITALIANO) | Page 242
e di un colpo di stato da parte di pochi attaccanti. L'ostilità cominciò a farsi sentire sotto
forma di molteplici provocazioni ai soldati di Nogaret e immediatamente si comprese che
Anagni doveva essere lasciata il prima possibile. Guglielmo di Nogaret, Charles de Saint
Felix e Sciarra Colonna deliberavano sull'opportunità di uccidere Bonifacio o il rischio di
portarlo con loro quando vengono a sapere che Goffredo Busso è passato nuovamente
dalla parte del Papa e ha tagliato l'ingresso al Palazzo. La battaglia si riavvia
immediatamente, adesso sanguinosa, e i tre inviati di Filippo IV furono costretti a fuggire
lasciando Bonifacio VIII nelle mani dei Guelfi. Alcuni giorni dopo sono in Francia, essendo
stato approvato dal Gran Re quanto accaduto in Anagni.
É che la vita di Bonifacio già non sarebbe servita agli interessi Golen per aver
irrimediabilmente perso la ragione: un mese dopo gli eventi di Anagni, in data 11 ottobre
1303, sarebbe morto a Roma, concludendo con lui l'Era del dominio Golen medievale
della Santa Sede, e fallendo l'imminente realizzazione dei piani della Fratellanza Bianca,
cioè, il Governo Mondiale e la Sinarchia del Popolo Eletto. L’Alta Strategia dei Signori di
Tharsis e del Circulus Domini Canis stavano trionfando sulle Potenze della Materia:
Filippo IV, che appariva come la causa essoterica del fallimento Golen, era un Iniziato
Iperboreo che compiva perfettamente le linee guida esoteriche della Saggezza Iperborea.
Ma la morte di Bonifacio, Dottor Siegnagel, segnò solo l'inizio della fine. Era ancora
necessario smantellare l'infrastruttura finanziaria dei Templari, il germe della Sinarchia del
Popolo Eletto.
La crisi che distrusse l’Anima di Bonifacio si produsse quando il suo orgoglio
diabolico fu stato terribilmente umiliato dalle azioni dei suoi nemici: in primo luogo il cataro
Nogaret, trattandolo come un suddito del Re di Francia e facendolo prigioniero in suo
nome. Poi il misterioso Charles de Saint Felix, trasmettendo la sua forza terrificante e
predicando il fallimento dei piani segreti degli Ordini Golen: cosa che confermava i sospetti
di Bernard de Soisset, il Vescovo di Pamiers, che intorno a Filippo il Bello esisteva una
cospirazione dei Figli delle Tenebre; circondato da nemici, catturato nel suo palazzo di
Anagni, in un bagno di sudore freddo, Bonifacio comprendeva tardi quanto aveva
sottovalutato Filippo il Bello e quanto non aveva preso abbastanza sul serio i messaggi
frequenti di allarme che inviati dai monaci cistercensi e dai Templari. Preda allora di un
misto di odio e terrore, sentiva che la sua anima si stava deprimendo senza rimedio. Poi il
Bandito Sciarra, osando colpirlo e ancora minacciandolo di morte, mentre i suoi uomini lo
coprivano di insulti. E, infine, il tradimento della sua città natale, saccheggiando
spudoratamente il suo palazzo, alleandosi con i suoi nemici che erano i nemici della
Chiesa Golen, la Chiesa del Dio Uno, Creatore dell'Universo, del Dio di cui lui, il Sacerdote
Massimo, era una manifestazione vivente: Oh Dio Uno, che ingratitudine quella del suo
popolo! Forse quell'aggressione dei suoi, che era meno importante ma più emotiva, faceva
più male delle precedenti offese. E, naturalmente, dentro quel dolore, spiccava
maggiormente l’angoscia di essere stato spogliato di oro e argento, i suoi tesori d'arte di
incomparabile bellezza riuniti in una vita di acquisizioni, molti dei quali ereditati o