IL MISTERO DI BELICENA VILLCA - prima parte (ITALIANO) IL MISTERO DI BELICENA VILLCA parte 1 - (ITALIANO) | Page 243

appartenenti alla Famiglia Gaetani. Il peso del fallimento precipitava senza attenuanti, schiacciando in poche ore Bonifacio VIII. Troppe emozioni insieme, anche per un Golen di leggendaria crudeltà, erano quelle che affliggevano il Papa di 69 anni. Quando fu salvato dal popolo di Anagni la sua coscienza era ormai al di fuori della realtà e, anche se in molti promisero di restituire quello che avevano rubato, Bonifacio non era in grado di comprenderlo. Meccanicamente chiese di essere portato al palazzo del Laterano. Lì, i Cardinali Orsini, al costatare il suo stato demenziale, lo mantennero lontano dai Romani. Esclamava con gli occhi spalancati: Bafoel! Bafoel! Aliquem ad astra fero! In alcuni momenti di lucidità scoppiava in richieste di vendetta contro i suoi nemici e augurava la rovina di coloro che lo avevano tradito. Ma poi la sua mente si oscurava e soffriva di continui attacchi di rabbia nei quali si metteva a ululare, con la bava alla bocca, cercava di mordere i suoi custodi. Alla fine il 13 Ottobre 1303, morì convertito in una bestia furiosa, realizzando così la profezia di Celestino V. Il santo aveva detto: - "Sei asceso come una volpe, regnerai come un leone, e morirai come un cane". Quarantunesimo Giorno Il modo in cui morì Bonifacio VIII, e la certezza che il Re Carlo II rimase indifferente di fronte alla sua caduta, causò grande paura tra i Cardinali guelfi. Dal momento che nessuno voleva correre la stessa sorte, o anche peggio, nove giorni dopo il Sacro Collegio concorda sull’identità del nuovo Papa: il 22 Ottobre 1303 eletto il Cardinale Nicolas Boccasini, prendendo il nome di Benedetto XI ed era Generale dei Domenicani. Il fiammante Pontefice, anche se non era Domini Canis, era fortemente influenzato dagli Iniziati del suo Ordine, cerca di perseguire una politica conciliante con il Re di Francia e di avviare la riforma delle scandalose abitudini Golen che regnavano nell'alto clero, ma è avvelenato con alcuni fichi prima di compiere un anno di carica. Come nel caso di Celestino V, il defunto era stato una soluzione di convenienza tra gli inconciliabili partiti ecclesiastici: entrambe le parti confidavano intimamente di dominare il Papa. La sua morte farà precipitare i cardinali in una lunga discussione di dieci mesi sotto la pressione, ormai inevitabile, di Filippo il Bello. Il Re di Francia offre oro e protezione contro la vendetta dei Golen, e sta convincendo molti cardinali guelfi a vendere il proprio voto. Finalmente, si giunge a un accordo: un chierico non appartenente al Sacro Collegio sarà investito. Filippo il Bello incontra Bertrand de Got, Arcivescovo di Bordeaux, a Saint Jean d'Angely. L'Arcivescovo è un Signore del Cane e il Re di Francia richiede la sua collaborazione: vuole che accetti l'investitura papale e prenda otto misure cautelari per garantire la strategia del Regno; non nasconde il fatto che la missione sarà estremamente pericolosa perché i Golen cercheranno di assassinarlo con ogni mezzo. Tuttavia, Bertrand de Got accetta. Adempirà anche ciò che era stato promesso: la prova di ciò sono le innumerevoli calunnie che gli