IL MISTERO DI BELICENA VILLCA - prima parte (ITALIANO) IL MISTERO DI BELICENA VILLCA parte 1 - (ITALIANO) | Page 20

primitivo della terra che solo possedeva corpo e anima, al quale però mancava lo spirito eterno, cioè,la razza che l'antropologia ha battezzato come "Neanderthal", oggi estinta. Gli uomini Cromagnon compirono con tanta efficacia questo compito, che furono ricompensati dagli Dei Liberatori con l'autorizzazione di raggrupparsi e abitare in Atlantide. Lì acquisirono in seguito il Magistero della Pietra e furono conosciuti come Guardiani della Saggezza Litica e Uomini di Pietra. Così, quando dico che "appartenevano a una casta di Costruttori Guerrieri", bisogna comprenderlo come "Costruttori in Pietra", "Guerrieri Saggi nella Saggezza Litica". E questo chiarimento è importante perché nella loro scienza solo si lavora con la pietra, vale a dire, tanto gli strumenti, come i materiali della loro scienza, consistevano in pietra pura, con esclusione esplicita dei metalli. "I metalli, avrebbero spiegato poi gli iberici, rappresentavano le potenze della materia e dovevano essere evitati con attenzione o manipolati con molta cautela". Al trasmettere l'idea che l'essenza del metallo era demoniaca, gli Atlanti bianchi cercavano evidentemente di infondere un tabù nei popoli alleati; tabù che, perlomeno nel caso del ferro, si mantenne durante varie migliaia di anni. Inversamente gli Atlanti scuri, senza dubbio per la loro particolare relazione con le Potenze della Materia, stimolavano i popoli che gli erano dipendenti a praticare la metallurgia e la gioielleria, senza restrizioni verso nessun metallo. Questo è il secondo principio che bisogna tener presente, dottor Arturo Siegnagel: gli Atlanti bianchi raccomandarono agli iberici che li avevano appoggiati nelle costruzioni megalitiche, una missione che si può riassumere nella seguente forma: proteggere le costruzioni megalitiche e lottare a morte contro gli alleati degli Atlanti scuri. Questi ultimi, nel frattempo, proposero agli Iberici che li appoggiavano, una missione che potrebbe formularsi così: "distruggere le costruzioni megalitiche; se questo non fosse possibile, modificare le forme delle pietre fino a neutralizzare la funzione delle costruzioni; se questo non fosse possibile, incidere nella pietra i segni archetipici della materia corrispondente con la funzione di neutralizzarle; se esso non fosse possibile, deformare almeno il significato bellico della costruzione convertendola in monumento funerario; ecc."; e: "combattere a morte gli alleati degli Atlanti bianchi". Come ho detto prima, in seguito all'imposizione di queste missioni gli Atlanti continuavano il loro lento avanzamento verso l'Est; i bianchi sempre seguiti a prudente distanza dagli scuri. È per questo che agli scuri ci vollero migliaia di anni per raggiungere Egitto, dove si accamparono e iniziarono una civiltà che durò altrettante migliaia di anni e nella quale officiarono nuovamente come sacerdoti delle Potenze della Materia. Gli Atlanti bianchi, intanto continuarono ad andare sempre in direzione Est, attraversando l'Europa e Asia per una larga striscia che confinava al Nord con le regioni artiche, e scomparendo misteriosamente alla fine della preistoria: tuttavia, dietro al loro passaggio, bellicosi popoli bianchi si sollevarono incessantemente, fornendo il meglio delle loro tradizioni guerriere e spirituali alla Storia di Occidente. In più, dove si dirigevano gli Atlanti bianchi? Alla città di K'Taagar o Agartha, un luogo che, conforme alle rivelazioni fatte al mio popolo, era il rifugio di alcuni degli Dei Liberatori, quelli che ancora rimanevano sulla terra aspettando l'arrivo degli ultimi combattenti. Quella ignota città era stata costruita sulla terra milioni di anni prima, nei giorni in cui gli Dei Liberatori arrivarono da Venus (Venere) e si fermarono su un continente che chiamarono Iperborea in ricordo alla Patria dello Spirito. In verità, gli Dei Liberatori affermavano provenire da "Iperborea", un Mondo Increato, cioè, Increato dal Dio creatore, esistente "al di là dell'Origine": l'Origine la chiamavano Thule e, secondo loro, Iperborea significava "Patria dello Spirito". Esisteva, così, un'Iperborea originale e