Il Corriere Termo Idro Sanitario Settembre 2026 | Page 35

Strategia e filiera per sostenere il biometano

primeggia per numero di impianti e produzione, mentre la Danimarca si distingue per taglie medie più grandi, favorita da modelli agricoli e territoriali che permettono impianti più concentrati. A giugno 2026 risultano operativi 176 impianti di biometano in Italia, di cui 115 riconducibili al DM 2018, con una capacità complessiva di circa 115.000 Smc / h( poco più di 1 Mld Smc / anno). La concentrazione geografica è marcata nel Nord Italia. Le dimensioni medie variano: impianti agricoli intorno ai 5 MW(~ 500 Smc / h) e impianti FORSU attorno agli 11 MW, riflettendo la logica di prossimità alla
fonte per contenere costi logistici e impatti ambientali. Molti impianti agricoli derivano da riconversioni di impianti a biogas progettati per scarti aziendali.
RUOLO DEGLI INSTALLATORI NELLA FILIERA DEL BIOMETANO
Gli installatori possono diventare attori di riferimento per consolidare e far crescere il settore. Intervenendo con competenze tecniche e organizzative, contribuiscono a:
• migliorare la qualità impiantistica e la standardizzazione delle costruzioni, riducendo tempi e costi di realizzazione;
• aumentare l’ affidabilità operativa mediante manutenzione predittiva e gestione digitale degli impianti, migliorando la finanziabilità dei progetti;
• offrire servizi integrati per piccoli produttori( progettazione, realizzazione, manutenzione, certificazione), favorendo aggregazione territoriale e massa critica;
• supportare la conformità alle normative di tracciabilità e sostenibilità, elevando gli standard di reporting e controllo;
• promuovere formazione tecnica e sicurezza sul lavoro, aumentando la professionalità della filiera.
“ Le risorse del PNRR e i meccanismi incentivanti degli ultimi anni hanno portato a un’ accelerazione degli investimenti nel biometano- conferma Paolo Maccarrone( nella foto), Direttore scientifico del Report- sia per la riconversione degli impianti agricoli a biogas sia per la realizzazione di nuovi progetti, e i recenti interventi normativi hanno introdotto maggiore flessibilità operativa. Il trend positivo però potrebbe esaurirsi presto, con la realizzazione degli impianti già autorizzati nelle varie aste svolte nell’ ambito del DM 2022. Serve una visione strategica di lungo periodo da parte del policy maker, che riduca l’ incertezza, favorisca gli investimenti e supporti uno sviluppo organico del mercato. Incentivi a parte( ancora necessari, dal momento che il biometano è caratterizzato da un divario di costo rispetto al metano di origine fossile), è necessario cercare di agire anche su alcune problematiche che ostacolano la crescita, o riducono la competitività del comparto, quali l’ elevata complessità autorizzativa, la scarsa bancabilità dei progetti, l’ estrema frammentazione della produzione e la scarsa integrazione di filiera”.

La batteria termica che cambia le regole dell’ accumulo termico

Utilizzano materiali a cambiamento di fase( PCM) per immagazzinare energia in modo compatto ed efficiente.
Una tecnologia innovativa che consente di:
• ridurre fino al 50 % il volume rispetto agli accumuli ad acqua
• eliminare la stratificazione
• eliminare i cicli di antilegionella
• efficientare le pompe di calore.
Il risultato è un sistema più performante. Le batterie i-TES non richiedono manutenzione e offrono affidabilità nel tempo. rende difficile rispettare gli obblighi di tracciabilità richiesti dalla normativa europea e nazionale.
QUADRO EUROPEO E SITUAZIONE ITALIANA
Nel 2024 la capacità produttiva europea ha raggiunto quasi 5,5 Mld Smc / anno con oltre 1.600 impianti; la crescita media annua delle nuove installazioni dal 2020 è stata di 150 – 190 unità. Francia, Germania, Danimarca, Regno Unito e Italia concentrano l’ 85 % della capacità installata. La Francia

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