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NORMATIVA
CONTABILIZZAZIONE
La contabilizzazione dell’ energia termica è solo una metà della mela, l’ altra qual è?
SONO PASSATI PIÙ DI 10 ANNI DALLA EMANAZIONE DEL D. LGS. 102 / 14 CHE ATTUAVA LA DIRETTIVA 2012 / 27 / UE EED SULL’ EFFICIENZA ENERGETICA DEGLI EDIFICI. A CHE PUNTO SIAMO? VEROSIMILMENTE MANCA ANCORA METÀ DELLA STRADA, QUELLA METÀ CHE CI PUÒ PORTARE ALL’ OBIETTIVO DELLA EED, RED E DELLA EPBD CIOÈ A CONSUMARE SOLO CIÒ CHE SERVE DAVVERO L’ OBIETTIVO“ EMISSIONI ZERO” È SIMILE ALLA PERFEZIONE DEL SIMPOSIO DI PLATONE CITATO ANCHE IN UN FAMOSO FILM DI UN TRIO COMICO MOLTO NOTO.
di Massimiliano Magri, ANIE CSI Impianti a Livelli
CONTABILIZZAZIONE
Quando misurare non basta
La prima metà della“ mela” è la contabilizzazione dell’ energia termica cioè la misura o stima dei consumi. L’ art 9 del D. lgs. 102 / 14, attualizzato con gli aggiornamenti della citata Direttiva Efficienza Energetica( EED), di cui l’ ultimo è il Dlgs 73 / 20, è denominato“ Misurazione e fatturazione dei consumi energetici” ed è proprio quello che ha obbligato quasi tutti i cittadini a installare negli appartamenti e negli edifici polifunzionali i contatori di calore ove tecnicamente possibile, oppure i ripartitori. A parte qualche caso in cui non è stato possibile installare nulla, casi che molto probabilmente saranno oggetto di approfondimento tecnico da parte delle autorità, i cittadini si sono trovati in casa oggetti che forniscono dati per lo più oscuri. I contatori di calore forniscono kWh e i ripartitori forniscono unità di ripartizione UR, ma si tratta di termini tecnici che non fanno presa sull’ utenza finale. Peraltro, poiché sono oramai trascorsi più di dieci anni, in molti si sono dovuti sostituire tutti i contatori a causa dell’ esaurimento delle batterie, sostenendo costi spesso percepiti come l’ ennesimo balzello inutile.
QUAL È STATO L’ EFFETTO DELLA CONTABILIZZAZIONE DELL’ ENERGIA TERMICA?
Eurostat, nell’ articolo“ Energy use in EU households down second year in a row” riporta che nel 2011 si è registrato il massimo del consumo di tutti i tempi, ben 11 milioni di terajoule( TJ). Se è vero che i consumi sono in calo( anche se andrebbero normalizzati con i gradi giorno), ancora non sono in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione imposti dalla Comunità europea. Nel grafico di figura 1 vediamo la distribuzione dei consumi del 2023 nelle case( Eurostat). Come si nota dal grafico, quasi l’ 80 % dei consumi nelle case è attribuito al calore, sia per climatizzazione invernale sia per produzione di acqua calda sanitaria. Nel non residenziale il peso della climatizzazione estiva è sicuramente maggiore dello 0,6 %, ma la questione non cambia molto visto che ormai il peso dell’ illuminazione è stato abbattuto dal relamping a LED, in genere non rappresenta più del 15-20 % dei consumi. Questi dati ci dicono che siamo ancora molto lontani dall’ obiettivo“ efficienza energetica al primo posto”, citato ben 45 volte nella EED e a cui è dedicato l’ art. 3. Sicuramente l’ uso di un metodo di ripartizione spese secondo la norma UNI 10200 non ha aiutato visto che è alquanto complesso, anche se la questione termica è di per sé complessa, ma ciò che non aiuta è la moda- lità con cui gli utenti o occupanti visualizzano l’ informazione sui propri consumi. Anche le usuali bollette- che tutti conosciamo- non aiutano a migliorare i consumi e questo accade perché sono fatte più per informare gli utenti di quanto devono pagare che non per indurli a consumare meno. Infatti, il dato più visibile della bolletta( o della ripartizione delle spese) è quanto si deve pagare( o quanto è automaticamente addebitato), dando pochissima enfasi ad un consumo già avvenuto, magari da mesi. Parte dell’ altra metà della“ mela” arriverà il primo gennaio 2027, la strada è segnata. La EED, rivista dal D. lgs. 73 / 20, ha aggiunto all’ art. 9 il comma 5 bis e ter che rispettivamente affermano:“ Ferme restando le condizioni di fattibilità tecnica ed efficienza in termini di costi, i contatori di fornitura, i sottocontatori o i sistemi di contabilizzazione del calore individuali di cui al comma 5 che siano installati dopo il 25 ottobre 2020, sono leggibili da remoto. Conseguentemente, entro il 1 ° gennaio 2027, tutti i predetti sistemi sono dotati di dispositivi che ne permettono la lettura da remoto.” E ancora“ Gli obblighi di cui al comma 5, lettere b) e c), non possono essere derogati nel caso di condomini di nuova costruzione o di edifici polifunzionali di nuova costruzione.”. Si ricorda anche l’ allegato 9, che specifica:“ Dal 1 ° gennaio 2022, se sono stati installati contatori o contabilizzatori di calore leggibili da remoto, le informazioni sulla fatturazione o sul consumo basate sul consumo effettivo o sulle letture dei contabilizzatori di calore sono fornite agli utenti finali almeno una volta al mese. Esse possono altresì essere rese disponibili via internet e aggiornate con la massima frequenza consentita dai dispositivi e dai sistemi di misurazione utilizzati”. Su questo tema l’ Associazione ANIE CSI si era già pronunciata ben sei anni fa con il position paper“ Idoneità dei sistemi di lettura da remoto dei consumi energetici” in cui risulta chiaro che la lettura da remoto deve essere fatta tramite sistemi automatici o AMR:“ Riteniamo … che soltanto le tecnologie che usino sistemi AMR( Automatic Meter Reading) fissi per la lettura automatica con trasmissione dei dati a distanza attraverso internet( od altro mezzo trasmissivo informatico), possano essere considerate tecnologie applicabili per la lettura da remoto.”
MA È SUFFICIENTE AVERE I DATI PRATICAMENTE IN TEMPO REALE?
In realtà ancora no, perché serve anche una presentazione dei dati in forma comprensibile che possa motivare gli utenti e gli occupanti a cambiare le loro abitudini in maniera più virtuosa. Su questo tema si sta lavorando anche con l’ aiuto di ENEA e il dipartimento di psicologia comportamentale perché cambiare i comportamenti è la strada che porta alle emis-
Dalla contabilizzazione al monitoraggio intelligente: il nuovo ruolo dell’ installatore
Per gli installatori, il messaggio centrale dell’ articolo è che la semplice contabilizzazione del calore non basta più: il mercato si sta spostando dalla mera installazione di ripartitori e contatori verso sistemi intelligenti di monitoraggio, trasmissione e gestione dei consumi. L’ obbligo della lettura da remoto entro il 1 ° gennaio 2027 rappresenta una grande opportunità professionale, perché richiederà l’ adeguamento di milioni di dispositivi esistenti e l’ implementazione di infrastrutture AMR per la raccolta automatica dei dati. L’ installatore non sarà più chiamato soltanto a montare strumenti di misura, ma dovrà garantire la connettività, l’ integrazione con piattaforme digitali e il corretto funzionamento dell’ intero sistema.
L’ articolo evidenzia inoltre che il vero obiettivo delle direttive europee non è raccogliere dati, ma ridurre i consumi attraverso una maggiore consapevolezza degli utenti. Per questo cresce l’ importanza di sistemi BACS almeno in classe B ai sensi della ISO 52120-1, smart metering e soluzioni capaci di trasformare i dati tecnici in informazioni semplici e utili. Gli installatori dovranno quindi acquisire competenze nell’ automazione degli edifici, nella gestione energetica e nell’ interazione tra impianti, occupanti e fonti rinnovabili. In prospettiva, il loro ruolo evolverà da esecutori di impianti a consulenti dell’ efficienza energetica, in grado di offrire servizi a valore aggiunto che migliorano comfort, risparmio economico e sostenibilità ambientale.
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