TIS n. 433 SETTEMBRE 2026 I www. infoimpianti. it
MERCATO
BIOMETANO
Cresce il numero degli impianti ma la filiera resta frammentata
IL REPORT BIOMETHANE & BIOFUELS 2026 DI ENERGY & STRATEGY( POLIMI) FOTOGRAFA POTENZIALITÀ E LIMITI DEL BIOMETANO IN ITALIA: PRODUZIONE IN CRESCITA MA GAP COL PNIEC AL 2030, FILIERA FRAMMENTATA, OSTACOLI AUTORIZZATIVI E NECESSITÀ DI POLITICHE STABILI. IL POSSIBILE RUOLO ATTIVO DEGLI INSTALLATORI
Capacità produttiva e impianti di biometano in Italia
BIOMETANO
Un vettore maturo, ma non basta
Nonostante sia considerato uno dei vettori rinnovabili più maturi e immediatamente integrabile nelle infrastrutture esistenti, il biometano fatica a esprimere il proprio potenziale. Stando allo studio, anche con un aumento stimato della produzione tra + 15 % e + 25 %, secondo gli scenari, non si raggiungerebbero i target fissati dal PNIEC. Paolo Maccarrone, Direttore scientifico del Report,“ il mercato è caratterizzato da elevata complessità autorizzativa, ridotta bancabilità dei progetti, filiera poco integrata, produzione frammentata, scarsa competitività di costo rispetto al metano di origine fossile. Continua a mancare da parte dei policy maker una visione strategica di lungo periodo che dia la necessaria stabilità agli operatori: non solo incentivi alla produzione, ma strumenti che incidano sui nodi irrisolti della domanda strutturata e dell’ integrazione di filiera”.
Il Biomethane & Biofuels Report 2026 di Energy & Strategy( POLIMI School of Management) fotografa lo stato e le prospettive del biometano e dei biocombustibili liquidi in Italia e in Europa. Entrambi i vettori, derivati da biomasse, rientrano pienamente nelle strategie di decarbonizzazione per i settori“ hard-to-abate”( trasporti pesanti, alcune applicazioni industriali, residenziale non elettrificabile). Il biometano è considerato una tecnologia matura e immediatamente integrabile nelle infrastrutture esistenti, ma il suo potenziale è ancora parzialmente inespresso a causa di vincoli strutturali, organizzativi e di mercato.
PROIEZIONI AL 2030 E 2035 Le stime al 2030 indicano una crescita significativa rispetto al 2025, ma insufficiente a raggiungere i target del PNIEC. Nello scenario ottimistico la produzione nazionale salirebbe a circa 3,8 miliardi di Smc / anno( da 0,9 Mld nel 2025, + 25 % annuo), nello scenario conservativo a 2,9 Mld Smc / anno(+ 15 % annuo). Il gap rispetto agli obiettivi al 2030 rimarrebbe quindi rilevante, tra 1,2 e 2,1 Mld Smc / anno a seconda delle ipotesi. Le proiezioni al 2035 mostrano capacità potenziali comprese tra 5,1 e 6,8 Mld Smc / anno, ma il loro raggiungimento dipenderà da politiche di sostegno, stabilità regolatoria e capacità di integrazione della filiera. Secondo Paolo Maccarrone, Direttore scientifico del Report, risorse come il PNRR e i meccanismi incentivanti( DM 2018, DM 2022) hanno stimolato investimenti e riconversioni di impianti agricoli. Tuttavia, il trend positivo rischia di esaurirsi con la realizzazione degli impianti già autorizzati se non si interviene sui nodi strutturali: complessità autorizzativa, scarsa bancabilità dei progetti, elevata frammentazione produttiva, ridotta integrazione della filiera e differenziale di costo rispetto al metano fossile. Oltre agli incentivi servono strumenti che agiscano su domanda strutturata, contratti di lungo periodo, aggregazione e certezza normativa.
STRUTTURA DELLA FILIERA E BISOGNO DI AGGREGAZIONE
La filiera italiana è caratterizzata da centinaia di impianti di piccola scala, spesso legati a singole realtà agricole, con molteplici soggetti proprietari. Mancano operatori in grado di aggregare offerta e domanda, coordinare raccolta biomasse, upgrading e immissione in rete, nonché gestire commercializzazione e certificazione della sostenibilità. Questa frammentazione impedisce economie di scala, complica l’ accesso a finanziamenti e
Capacità produttiva di biometano( Mld smc / anno)
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