Il Corriere Termo Idro Sanitario Settembre 2025 | Page 23

li porta a studiare la questione con il tecnico, e quei pochi talvolta si soffermano su fattori collaterali che possono essere risolti o affrontati in maniera specifica senza pregiudicare la questione fondamentale dell’ efficienza: soffermarsi su argomenti come la rumorosità penalizzando fattori di efficienza di sistema è un esempio, ma ce ne sono molti altri”.
Ma questo – indipendentemente dall’ esito“ di vendita” – richiede un ruolo più progettuale da parte del tecnico: esiste una cultura in questo senso? I tecnici sono preparati?“ La platea dei tecnici preferisce in genere non aver fastidi e tende purtroppo a vendere prodotti, evitando di portarsi in casa problemi che nessuno vuole, anche perché oltretutto c’ è anche una difficoltà innegabile, quella di farsi riconoscere il valore del lavoro progettuale e di vederlo anche remunerato, ma è un dato di fatto che in genere i tecnici finiscono per appiattirsi a una logica commerciale e diventano a loro volta venditori di prodotto, penalizzando però il risultato che si potrebbe ottenere”.
In questo modo non si realizza l’ obiettivo che l’ installazione di una pompa di calore vorrebbe conseguire …“ C’ è anche un fattore supplementare, che incide pesantemente sull’ efficienza della pompa di calore in un sistema integrato e cioè la fase esecutiva: se un progetto viene realizzato male, si tende a non capire che il problema
non è la scelta della macchina, ma l’ esecuzione del progetto. È anche vero che è più semplice dare la colpa alla macchina ed è forse per questo che molti si limitano a fare un lavoro più di avviamento macchine che di costruzione d’ impianti, perché se qualcosa non funziona la complessità da risolvere è inferiore e meno impegnativa, ma questo sicuramente non fa bene né al tecnico né al cliente!”
Ma come si viene a capo di questo problema?“ Per generare efficienza, l’ abbiamo detto all’ i- nizio, non bastano prodotti efficienti, serve informazione, serve cultura tecnica: internamente abbiamo investito e continuiamo ad investire regolarmente sulla conoscenza dei prodotti, dalla pompa di calore ai sistemi di distribuzione a quelli di controllo, ma c’ è anche di più: la normativa va conosciuta, perché oggi
la pompa di calore è un elemento chiave nella logica della casa green e quindi sapere di Energy Performance Building Directive non è un eccesso di zelo, è una necessità, perché solo chi sa in quale ottica va a lavorare la pompa di calore sa progettare e realizzare un impianto”.
Anche perché il numero di variabili è ampio“ Infatti, si tratta anche di stabilire qual è il sistema idoneo rispetto alle modalità di utilizzo dell’ ambiente: qui non ci confrontiamo più con valori standardizzabili, i carichi termici sono spesso maggiori in raffrescamento che in riscaldamento, abbiamo un’ occupazione e una fruizione dell’ ambiente che è soggetta a differenze abissali se parliamo di un ufficio o di uno spazio ad uso residenziale … l’ elenco potrebbe continuare, ma la considerazione rimane una alla base: il progetto è il cervello che determina
un’ esecuzione tale da generare efficienza, in mancanza del progetto e di una valorizzazione accurata di questo corriamo il rischio di scambiare la pompa di calore per un elettrodomestico quando essa è“ solo” un elemento fondamentale, ma un elemento e non il solo che genera l’ efficienza”.
Ma non sempre al progetto viene riconosciuto questo ruolo, perché?“ Ci sono mille motivi e nessuno è realmente valido e la vicenda del Superbonus ne è stata la dimostrazione: si è tentato di attribuire alla pompa di calore la capacità di produrre una migliore efficienza, quando questa è appunto la somma di un insieme di fattori, non può essere ridotta ad uno. Coibentazione, trasmittanza, quota di energia primaria prodotta per l’ autoconsumo. Progetti integrati, insomma”.
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