li porta a studiare la questione con il tecnico, e quei pochi talvolta si soffermano su fattori collaterali che possono essere risolti o affrontati in maniera specifica senza pregiudicare la questione fondamentale dell’ efficienza: soffermarsi su argomenti come la rumorosità penalizzando fattori di efficienza di sistema è un esempio, ma ce ne sono molti altri”. |
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Ma questo – indipendentemente dall’ esito“ di vendita” – richiede un ruolo più progettuale da parte del tecnico: esiste una cultura in questo senso? I tecnici sono preparati?“ La platea dei tecnici preferisce in genere non aver fastidi e tende purtroppo a vendere prodotti, evitando di portarsi in casa problemi che nessuno vuole, anche perché oltretutto c’ è anche una difficoltà innegabile, quella di farsi riconoscere il valore del lavoro progettuale e di vederlo anche remunerato, ma è un dato di fatto che in genere i tecnici finiscono per appiattirsi a una logica commerciale e diventano a loro volta venditori di prodotto, penalizzando però il risultato che si potrebbe ottenere”. |
In questo modo non si realizza l’ obiettivo che l’ installazione di una pompa di calore vorrebbe conseguire …“ C’ è anche un fattore supplementare, che incide pesantemente sull’ efficienza della pompa di calore in un sistema integrato e cioè la fase esecutiva: se un progetto viene realizzato male, si tende a non capire che il problema |
non è la scelta della macchina, ma l’ esecuzione del progetto. È anche vero che è più semplice dare la colpa alla macchina ed è forse per questo che molti si limitano a fare un lavoro più di avviamento macchine che di costruzione d’ impianti, perché se qualcosa non funziona la complessità da risolvere è inferiore e meno impegnativa, ma questo sicuramente non fa bene né al tecnico né al cliente!”
Ma come si viene a capo di questo problema?“ Per generare efficienza, l’ abbiamo detto all’ i- nizio, non bastano prodotti efficienti, serve informazione, serve cultura tecnica: internamente abbiamo investito e continuiamo ad investire regolarmente sulla conoscenza dei prodotti, dalla pompa di calore ai sistemi di distribuzione a quelli di controllo, ma c’ è anche di più: la normativa va conosciuta, perché oggi
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la pompa di calore è un elemento chiave nella logica della casa green e quindi sapere di Energy Performance Building Directive non è un eccesso di zelo, è una necessità, perché solo chi sa in quale ottica va a lavorare la pompa di calore sa progettare e realizzare un impianto”.
Anche perché il numero di variabili è ampio“ Infatti, si tratta anche di stabilire qual è il sistema idoneo rispetto alle modalità di utilizzo dell’ ambiente: qui non ci confrontiamo più con valori standardizzabili, i carichi termici sono spesso maggiori in raffrescamento che in riscaldamento, abbiamo un’ occupazione e una fruizione dell’ ambiente che è soggetta a differenze abissali se parliamo di un ufficio o di uno spazio ad uso residenziale … l’ elenco potrebbe continuare, ma la considerazione rimane una alla base: il progetto è il cervello che determina
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un’ esecuzione tale da generare efficienza, in mancanza del progetto e di una valorizzazione accurata di questo corriamo il rischio di scambiare la pompa di calore per un elettrodomestico quando essa è“ solo” un elemento fondamentale, ma un elemento e non il solo che genera l’ efficienza”.
Ma non sempre al progetto viene riconosciuto questo ruolo, perché?“ Ci sono mille motivi e nessuno è realmente valido e la vicenda del Superbonus ne è stata la dimostrazione: si è tentato di attribuire alla pompa di calore la capacità di produrre una migliore efficienza, quando questa è appunto la somma di un insieme di fattori, non può essere ridotta ad uno. Coibentazione, trasmittanza, quota di energia primaria prodotta per l’ autoconsumo. Progetti integrati, insomma”.
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