Il Corriere Termo Idro Sanitario Settembre 2025 | Page 22

TIS n. 423 SETTEMBRE 2025 I www. infoimpianti. it
INTERVISTA
ALDO HASA

Che cosa fa davvero l’ efficienza di un impianto

ALDO HASA, TITOLARE DE“ LA CASA DEL FRIGO”, NON HA MEZZI TERMINI: NESSUN ELEMENTO DA SOLO È SUFFICIENTE A GENERARE L’ EFFICIENZA ATTESA E NON È SUFFICIENTE ACQUISTARE UN’ ATTREZZATURA, PUR DI QUALITÀ, PUR DOTATA DI COEFFICIENTI DI PRESTAZIONE ESTREMAMENTE INTERESSANTI. QUEL CHE SERVE È RAGIONARE E LAVORARE SU TUTTI GLI ASPETTI NESSUNO ESCLUSO CHE CARATTERIZZANO LA VITA DI UN IMPIANTO, A COMINCIARE DALLO SPAZIO A CUI L’ IMPIANTO STESSO È ASSERVITO
Dalla Redazione

Bisogna

sempre partire dalle condizioni di fatto, per cui ogni installazione è a sé stante – afferma Aldo Hasa- e poi avere una visione sistematica, che oltrepassa la competenza relativa all’ apparecchio e include non solo una conoscenza di partenza, ma anche la capacità di gestire i controlli dinamici degli ambienti, la modalità di utilizzo attesa e via discorrendo”.
Aldo Hasa, titolare de La Casa del Frigo
INTEGRAZIONE

Non solo macchine

“ Un impianto efficiente non nasce dalla sola scelta della macchina, ma da una progettazione integrata che parte da un fattore da conoscere prima ancora di cominciare a scegliere, acquistare, installare e gestire: il fabbisogno di calore, la corretta valutazione dei carichi termici”. Un mantra che Aldo Hasa ha bene in chiaro e che utilizza quasi come una specie di prerequisito in ogni attività operativa. Il punto di partenza è quindi che ogni impianto va fatto su misura?“ Su misura dell’ uso reale che va valutato con attenzione, in modo tale da evitare che il cliente per mancanza di informazioni e di conoscenze scelga in maniera anche scorretta a volte perché pensa di risparmiare. E ci si trova poi a dover spendere più di prima, ottenendo il contrario dell’ efficientamento energetico, pensando che tanto si spende poco perché la pompa di calore è risolutiva”.
Ma la tecnologia esistente aiuta?“ Le pompe di calore hanno superato alla grande il test negli ultimi vent’ anni. Se vogliamo analizzare qual è il sistema a maggiore efficienza, possiamo dire che attualmente quello che rende di più è la geotermia integrata abbinata a impianti radianti, a soffitto o a parete, con accumuli intelligenti di calore o di energia elettrica, batterie termiche. E non possiamo fare a meno di un utilizzo intelligente dei sistemi di controllo evoluti che permettono di valutare i carichi termici derivanti dalla presenza e dall’ attività delle persone all’ interno degli ambienti”.
Sistemi efficienti nello specifico o anche in ottica più ampia?“ Se la progettazione è effettuata in maniera corretta possiamo ottenere non solo riscaldamento e raffrescamento, ma anche recupero di calore e quindi gestione dell’ acqua calda. Ma anche qui dobbiamo ragionare in maniera integrata, perché in mancanza di un’ adeguata valutazione iniziale si corre il rischio di veder svanire l’ efficienza e il COP di una macchina appunto di qualità”.
L’ efficienza dunque non deriva solo dalla macchina, ma dall’ integrazione con le fonti energetiche“ Diminuire il fabbisogno di energia elettrica
e termica per far funzionare un impianto è la chiave di avviamento dell’ efficienza: l’ integrazione con fonti energetiche come panelli solari e geotermia consente di abbattere il carico termico e salvaguardare il COP della macchina facendo leva sull’ autoconsumo e stoccando calore negli accumuli. È un sistema che abbiamo testato in casi specifici e che ha dato ottimi risultati sul campo, ma torniamo ad un problema, quello del costo dell’ investimento iniziale”.
Un investimento spesso molto oneroso …“ Che ci porta a parlare di incentivi: il mercato delle fonti rinnovabili e delle attrezzature per sfruttarle in Italia è quasi totalmente dipendente dagli incentivi fiscali e dalle agevolazioni: se ci sono incentivi, si muove e la
gente spende, investe, se non c’ è l’ incentivo da parte dello Stato, tutto si ferma. Questo purtroppo è un vizio tipico del mercato, il cliente non si muove se non riceve un aiuto. Ma spesso questo lo porta a non considerare che quello che andrebbe a fare è sì vantaggioso per l’ ambiente, ma permette anche di abbattere i costi reali di comfort e averne ovviamente un rientro economico, in sette o otto anni rispetto all’ investimento iniziale. È anche vero che un calcolo di ammortamento di questo genere non è per tutti e molti sono frenati dal fatto di non poter sostenere il costo di installazione.
Quindi dipendiamo dagli incentivi...“ Secondo la mia esperienza, il cliente fatica a cogliere il valore di un impianto innovativo e spesso si lascia coinvolgere da offerte commerciali che non essendo lui in possesso delle capacità tecniche per comprendere cosa gli si sta proponendo lo seducono, ma in realtà non gli offrono nulla di concreto. E anche chi si sforza di andare in approfondimento finisce spesso con il ricercare il prodotto economico”.
E si entra in una contraddizione in cui il tecnico può avere poco spazio di manovra“ Non è un buon modo di impostare la questione dell’ acquisto di una pompa di calore, diciamo. Sono pochi II clienti che hanno questa visione, questo spirito di approfondimento che
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