Il Corriere Termo Idro Sanitario Maggio 2026 | Page 28

NORMATIVA
CERTIFCAZIONI

Gas infiammabili e competenze reali: il valore degli esami pratici

È IMPORTANTE CHE LA CERTIFICAZIONE SIA UNO STRUMENTO TECNICO E PROFESSIONALE DI VALORE: DEVE ATTESTARE UNA CAPACITÀ OPERATIVA E DEVE DISTINGUERE CHI CE L’ HA E CHI NON CE L’ HA. PERCHÉ QUESTO AVVENGA IL MOMENTO DI VERIFICA DELLE COMPETENZE PRATICHE DEVE ESSERE QUALIFICANTE. PROVIAMO A CAPIRE CHE COSA SIGNIFICA QUESTO NEL CONCRETO
di Andrea Zelaschi
CERTIFICAZIONE TECNICA

Quando l’ esame fa davvero la differenza

Perché la certificazione sia davvero uno strumento di valore professionale, deve attestare competenze operative reali e distinguere chi è effettivamente in grado di lavorare in sicurezza. Questo aspetto diventa urgente con la crescente diffusione di apparecchi contenenti gas refrigeranti infiammabili, ormai presenti anche in chiller e pompe di calore. Sebbene le macchine siano conformi alle norme di sicurezza e marcate CE, l’ installazione e la manutenzione restano responsabilità del tecnico, chiamato a operare su circuiti in pressione, magari utilizzando fiamme e strumenti di saldatura in presenza di gas altamente infiammabili. È quindi sufficiente un generico riconoscimento di competenza? In realtà la certificazione dovrebbe prevedere esami pratici svolti su impianti reali, in grado di verificare concretamente la capacità di installare, manutenere, ricercare perdite e recuperare gas in sicurezza. Prove rigorose, uniformi sul territorio nazionale e coerenti con il Regolamento 2024 / 2215 possono rendere la certificazione un vero elemento distintivo, a tutela dei tecnici, dei clienti finali e della credibilità del mercato.

Partiamo descrivendo che cosa succede nel mercato: oggi nel mondo della climatizzazione si stanno diffondendo macchine contenenti gas refrigeranti lievemente( 2L) o altamente( A3) infiammabili. Lo vediamo nel mondo della climatizzazione domestica, dove vengono proposti sempre più spesso, già da tempo apparecchi contenenti R32 e più recentemente apparecchiature contenenti R290, propano, nel rispetto dei limiti di carica che ne consentono l’ utilizzo in espansione diretta( 150 grammi). A Mostra Convegno Expocomfort si è visto che la diffusione dell’ utilizzo di quest’ ultimo gas nel settore dei chiller e delle pompe di calore è davvero vasta e decisamente importante anche ai fini della valutazione circa la sicurezza di queste macchine. Ognuna di esse è rilasciata dal produttore con marcatura CE e attestazione di conformità ai sensi della norma 60335- 2-40, ma l’ installazione e la manutenzione sono responsabilità affidata appunto al tecnico che svolge l’ attività. La loro collocazione è soggetta a valutazione del rischio, ne abbiamo parlato più volte su TIS, così come ogni collocazione di circuito frigorifero, ai sensi di una norma tecnica, la UNI EN 378, anch’ essa spesso richiamata su queste pagine. Da tenere strettamente sotto controllo, vista la diffusione di questi apparecchi, è in particolare la fase di manutenzione, di ricerca perdite e di riparazione delle stesse, una serie di operazioni che impegna il tecnico all’ utilizzo di strumenti di saldatura( e quindi di fiamme, di elementi di innesco) nei pressi di gas altamente infiammabile. È quindi necessario che il tecnico che otterrà la certificazione che gli permetterà di installare e manutenere o semplicemente di ricercare perdite o recuperare gas infiammabile sia adeguatamente preparato o quantomeno l’ esame che gli conferirà la certificazione attesti concretamente la sua competenza a svolgere queste attività in sicurezza per

la propria incolumità, quella dei soggetti che beneficiano del lavoro della macchina o dell’ impianto e la sicurezza di beni e oggetti che sono nel raggio d’ azione dello stesso. Una quota di tecnici è già sostanzialmente abilitata sul tema: infatti per gli operatori che effettuano installazione, manutenzione e riparazione di impianti a gas post-contatore, esiste una attestazione di competenza che ha come riferimento la norma UNI 11554.
CONTA LA PRESSIONE È utile puntualizzare un elemento che riteniamo di grande importanza: la pericolosità di un gas non è funzione solo della sua infiammabilità o della velocità di propagazione della fiamma, ma anche della pressione d’ esercizio che il gas ha nelle condizioni standard di funzionamento. La pressione del gas metano per uso domestico all’ uscita del contatore è generalmente di 20-22 mbar, con un minimo garantito spesso fissato intorno ai 17-20 mbar, mentre la pressione del propano in un circuito frigorifero si aggira intorno ai 25 bar. Stiamo parlando di un rapporto 1 a 1000, quindi di una situazione radicalmente diversa. Per la tutela dei tecnici che trattano attrezzature e impianti contenenti gas infiammabile, l’ equiparazione fra circuiti per la combustione e circuiti in pressione non è adeguata e pertanto è lecito domandarsi se considerare la certificazione ai sensi della norma UNI 11554 valida anche per trattare impianti in pressione. Per questa ragione è necessario che gli esami di attestazione della competenza pratica nell’ utilizzo di gas infiam-
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