Il Corriere Termo Idro Sanitario Luglio 2026 | Page 11

zione presso un privato cittadino, mentre assume una forma più complessa nel momento in cui opera in subordine a un piano di sicurezza e coordinamento che prevede esso stesso alcuni paletti comportamentali di sicurezza”.
Esistono nella letteratura tecnica o nella normazione dei modelli o delle linee guida per la redazione del POS?“ Esiste un modello del piano operativo di sicurezza in modalità semplificata, che permette di segnalare tutte le informazioni previste per legge, uno strumento che consente a un eventuale controllo da parte degli enti pubblici di capire se si sta operando nel rispetto della norma: è una matrice completa che comporta esclusivamente la necessità di compilare i campi, uno strumento molto valido. Va sempre ricordato che la norma predilige il principio di semplicità e brevità e questo vale sia per i POS che nascono dalla matrice sia per quelli che riguardano cantieri complessi”.
Il POS è contestuale alla DIA?“ Dovrebbe esserlo, ma dipende dalla configurazione del portale su cui viene caricata la documentazione: in alcuni casi la concessione della Dichiarazione di Inizio Attività è connessa in automatico alla richiesta del POS. In altri casi il sistema non lo richiede subito, perdendo così di vista l’ importanza formale di questo documento e affidando al senso di responsabilità del committente il fatto di averlo disponibile. A monte di tutto ciò dobbiamo poter disporre di un DURC in regola e ovviamente di iscrizione in Camera di Commercio e di una polizza di responsabilità civile verso terzi con un massimale congruo, per essere concretamente coperti da rischi.
Scendendo nello specifico nell’ impianto di climatizzazione, la assunzione dell’ incarico
lavoro deve essere coerente con quanto indicato in termini di campo di attività dalla visura camerale?“ Deve essere assolutamente coerente ma non solo con la visura camerale: se devo fare interventi che comportano l’ uso di gas fluorurati devo possedere specifica certificazione, devo avere l’ evidenza del possesso di patentini e abilitazioni per la saldo brasatura, per ottemperare quanto previsto dalla Direttiva PED”.
Ma non tutta l’ area dei gas refrigeranti è disciplinata da abilitazioni specifiche …“ Purtroppo, dobbiamo constatare che l’ u- tilizzo di gas come i lievemente o altamente infiammabili non è disciplinato a oggi da testi specifici che trattino la materia della sicurezza e ci troviamo ancora una volta in un limbo normativo, al quale farà seguito una situazione in cui si richiederanno delle abilitazioni tecniche ben precise. Per di più vi è un campo di sovrapposizione fra diverse norme, in ragione del quale capita di ritenersi abilitati in quanto possessori di una certificazione, ma in realtà questa non basta. L’ utilizzo dei gas tossici come l’ ammoniaca, per esempio, è soggetto a disciplina specifica, risalente al Regio Decreto del 1927”.
Sembra di capire che stiamo andando nella direzione dell’ utilizzo di gas con maggiore complessità e iscritti in categorie di rischio diverse, senza che ci sia una non solo una disciplina pertinente della sicurezza, ma nemmeno una disciplina della formazione.“ Sono i datori di lavoro che debbono ricordarsi sempre che nel Decreto 81 l’ articolo 18 sancisce l’ obbligo a loro carico di informare e formare adeguatamente i lavoratori sui rischi dell’ attività lavorativa. È una frase generica, molto generica, che espone il titolare d’ azienda a un impegno non indifferente”.
Ma come può essere tutelato il datore di lavoro in mancanza di protocolli di formazione di certificazione?“ L’ obbligo di informare e formare può essere affrontato in maniera proattiva, prendendo in considerazione le indicazioni dei fornitori di prodotti e attrezzature come indicato all’ articolo 24, ma anche facendo riferimento a testi appositamente dedicati a temi precisi, come la normativa che presidia la vendita e l’ utilizzo dei diisocianati. In teoria chi vende un prodotto contenente diisocianato per una percentuale in peso superiore all’ 1 % nel prodotto deve avere l’ evidenza che l’ acquirente ha svolto i corsi di formazione per l’ utilizzo, perché è un obbligo normativo europeo. Un datore di lavoro che utilizza di isocianati e non somministra il corso di formazione ai propri lavoratori si espone a tutti i rischi di rivalsa che il lavoratore potrà fare se subisce danni dall’ utilizzo”.
Se facciamo riferimento all’ articolo 18 del Decreto, sembra più una questione di senso di responsabilità che un sistema con regole definite …“ La filosofia europea del legislatore purtroppo si limita a disegnare il perimetro e a fornire indicazioni anche abbastanza stringenti su certi argomenti, ma non fornisce indicazioni vincolanti su come attuare fattivamente l’ attività di prevenzione, lasciandola alla sensibilità e alla valutazione di ogni imprenditore, anche perché ovviamente non esistono regole universali che valgano in ogni tipologia cantieristica e impiantistica”.
Ma esistono norme utili, per esempio, nel campo dei gas infiammabili la 7129.” In realtà abbiamo tutta una serie di norme che forniscono qualifiche professionali; quindi, possiamo anche agire in modalità trasversale, utilizzando
le istruzioni di sicurezza che vengono da altri campi contigui che hanno a che fare con le stesse sostanze e le stesse problematiche: se in un impianto di climatizzazione abbiamo a che fare con un gas infiammabile disciplinato per ciò che riguarda la combustione, possiamo usare accorgimenti e check list che vengono da quell’ area per arricchire la nostra valutazione dei rischi e la definizione del POS e dei comportamenti conseguenti”.
Un impianto normativo che porta il tecnico a ragionare per induzione potrebbe non offrire il massimo supporto alla sua attività professionale.“ Sono d’ accordo, per riuscire a svolgere questo tipo di operazioni chi opera deve avere un’ organizzazione alle spalle che lo supporta, che fornisce il quadro d’ insieme che permette di effettuare attività complesse o deve avvalersi di consulenti esterni che forniscono le corrette indicazioni su come operare. Questa non è la condizione tipica del termoidraulico che esercita la professione come ditta individuale: questi ha assolutamente bisogno di una matrice e di una norma che gli dia precise indicazioni sulla modalità di esecuzione dell’ attività in sicurezza, che si estende a molti temi, non ultimo quello del trasporto dei gas”.
Servirebbe una“ manualistica” adatta alla tipologia di aziende che lavorano in questo settore?“ Servirebbe, servirebbe un sistema di istruzioni chiare, che permettano di capire quali azioni è doveroso compiere non solo per ragioni di norma, ma anche per la propria incolumità. La responsabilità del datore di lavoro è una leva che va sostenuta con indicazioni più chiare e più certe, per rafforzare anche l’ accessibilità della cultura della sicurezza”.
11