LA RUBINETTERIA DIALOGA CON IL PROGETTO BAGNO
Dalla Fabbrica al Prodotto Sartorialità
LA RUBINETTERIA DIALOGA CON IL PROGETTO BAGNO
Personalizzare ogni dettaglio, dalla finitura alla configurazione del prodotto. Ecco la strategia vincente secondo Mattia Fiorindo, Direttore Comunicazione e Marketing di FIMA Carlo Frattini che spiega come la rubinetteria contemporanea stia evolvendo da elemento tecnico a componente progettuale e interprete di nuove esigenze estetiche, funzionali ed esperienziali.
La sartorialità nell’ interior si estende sempre più anche al bagno. Qual è la vostra visione? Il nostro mercato è fatto soprattutto di progettisti che cercano soluzioni innovative e altamente personalizzabili. La rubinetteria non può più essere un elemento standard, ma deve adattarsi alle esigenze specifiche del progetto e dialogare con ceramiche, sanitari, rivestimenti e arredo. La nostra forza sta proprio nella capacità produttiva di soddisfare richieste molto diverse, con un’ ampia gamma di finiture e configurazioni.
Anche la componente funzionale è diventata parte della personalizzazione? Assolutamente sì. La rubinetteria non è soltanto estetica: è un oggetto che viene utilizzato quotidianamente e deve rispondere a esigenze molto concrete. I lavabi hanno forme, profondità e altezze sempre diverse, così come gli spazi doccia. E oggi dobbiamo essere in grado di adattarci tecnicamente a ogni configurazione, ma anche alle diverse esigenze dell’ utente finale, dal residenziale all’ hospitality.
Oltre al prodotto custom, oggi si parla anche di“ acqua come risorsa personalizzata”. Come questo concetto sta cambiando il progetto del benessere contemporaneo? È cambiato completamente il progetto della doccia. Una volta esisteva il classico box rettangolare con un unico grande soffione multifunzione; oggi la doccia è uno spazio aperto, integrato nell’ architettura del bagno, spesso senza confini netti. E l’ acqua, è un elemento da progettare e personalizzare di conseguenza, con getti e funzioni che si adattano alla geometria dello spazio e all’ esperienza desiderata e con flussi più contenuti, ma studiati per mantenere la stessa sensazione di benessere. La sfida oggi è proprio questa: migliorare efficienza e sostenibilità senza rinunciare alla qualità dell’ esperienza.
La vasca mantiene ancora un ruolo importante? Sì, ma oggi rappresenta un“ di più”: la doccia è diventata centrale nella quotidianità, mentre la vasca resta legata a un’ idea di relax e piacere personale. Anche qui però il progetto si è evoluto:
esistono miscelatori freestanding, bordo vasca o a parete, pensati per accompagnare le nuove configurazioni delle vasche contemporanee.
Quanto conta la possibilità di customizzare finiture e dettagli nella scelta della rubinetteria? Moltissimo. Dieci anni fa vendevamo circa l’ 80 % dei prodotti in cromo; oggi il cromo rappresenta appena il 35 % della produzione. Questo significa che il mercato medio-alto ricerca sempre più personalizzazione. Oggi abbiamo oltre 20 finiture a catalogo, che diventano protagoniste del progetto bagno perché permettono di coordinare rubinetteria, accessori e box doccia. La finitura è ciò che rende davvero unico un ambiente.
La tecnologia può convivere con una dimensione più emotiva e sartoriale del wellness domestico? Sì, purché sia discreta e funzionale. Non vedo un futuro fatto di comandi vocali o touchscreen applicati alla rubinetteria: il rapporto con l’ acqua resta molto fisico e immediato. Esiste invece una tecnologia invisibile che migliora comfort e sostenibilità. Basti pensare alle cartucce termostatiche o agli aeratori a basso consumo: oggi i nostri rubinetti standard consumano 5 litri al minuto contro i 12 di qualche anno fa, senza sacrificare il comfort d’ uso.
MATTIA FIORINDO, Direttore Comunicazione e Marketing di FIMA Carlo Frattini