Il Bagno Oggi e Domani Aprile 2026 | Page 87

Focus Distribuzione La guerra degli spazi
to. La dimensione relativamente contenuta dello spazio consente infatti una gestione agile degli allestimenti e permette di introdurre con frequenza novità e collezioni emergenti. Questa flessibilità espositiva è fondamentale anche per rispondere alle esigenze di una clientela sempre più eterogenea. Il dialogo con il cliente cambia infatti a seconda dell’ interlocutore: il professionista richiede spesso un approccio tecnico e analitico, mentre il cliente privato tende a orientarsi attraverso esempi concreti e ambientazioni. Per questo motivo nello showroom convivono diverse soluzioni espositive( ambientazioni complete, campionature tecniche, display modulari) utilizzate in modo complementare durante il processo di consulenza.“ Sono tutte soluzioni interscambiabili che possono dialogare insieme. Quando parlo con un professionista utilizzo un approccio tecnico, mentre con il cliente finale può essere più efficace un’ ambientazione completa.” In questa logica lo spazio espositivo non è pensato come un allestimento statico, ma come uno strumento di lavoro del consulente di showroom, che può adattare il racconto del prodotto alle esigenze specifiche di ogni cliente. Guardando al futuro, Ruggero Bellardi immagina un’ evoluzione ulteriore dello showroom verso una dimensione sempre più esperienziale e digitale. La presenza di contenuti multimediali e strumenti tecnologici crescerà, ma senza sostituire il ruolo centrale della relazione con il cliente. In questa prospettiva lo showroom sarà in grado di offrire un’ esperienza più ampia e coinvolgente, aperta anche a iniziative culturali e sociali. Un’ evoluzione che conferma come, nel retail del bagno contemporaneo, lo spazio espositivo sia sempre meno una vetrina e sempre più un dispositivo di relazione, consulenza e racconto del progetto abitativo. In questo modello lo showroom assume il ruolo di piattaforma commerciale multibrand, dove il valore non deriva tanto dalla visibilità di un singolo marchio quanto dalla capacità di offrire al cliente un panorama ampio e comparabile di soluzioni.

IL MODELLO CURATORIALE

LO SPAZIO COME SELEZIONE FIRMATA DAL DISTRIBUTORE
Accanto ai modelli più consolidati stanno emergendo approcci espositivi che mettono in discussione la centralità del marchio nella costruzione dello showroom. È il caso del format Cambielli Atelier, che propone una logica radicalmente diversa: nello spazio espositivo i brand dei produttori non sono immediatamente visibili e il cliente entra in un ambiente progettato come una selezione coerente di soluzioni bagno firmata Cambielli. La scelta nasce dalla volontà di semplificare l’ esperienza di acquisto, liberando il cliente dalla complessità di un’ offerta sempre più ampia e spostando il baricentro della fiducia sul ruolo dello showroom come curatore dell’ offerta.
CAMBIELLI ATELIER
LO SHOWROOM
COME REGIA CURATORIALE DELLA SCELTA
Se il modello tradizionale dello showroom multibrand si fonda sulla convivenza visibile di diversi marchi e sulle logiche di comparazione tra prodotti, il format Cambielli Atelier propone un approccio radicalmente diverso: lo spazio espositivo diventa un ambiente curatoriale in cui il brand del produttore non è il punto di partenza dell’ esperienza. Come spiega Filippo Ciroldi, Sales Manager di Cambielli, alla base di questa scelta c’ è una riflessione precisa sul modo in cui il cliente vive lo showroom.“ Volevamo creare un luogo di ispirazione, non un semplice catalogo esposto. Quando il marchio è troppo evidente, il visitatore tende a concentrarsi sull’ etichetta invece che sulle potenzialità progettuali dell’ ambiente.” L’ Atelier nasce, quindi, come uno spazio