Il Bagno Oggi e Domani Aprile 2026 | Seite 86

sente di adattare l’ esposizione ai diversi showroom mantenendo però una forte coerenza visiva del brand. Questo approccio consente di conciliare due esigenze apparentemente opposte:
da un lato garantire uniformità di immagine nella rete distributiva, dall’ altro offrire ai rivenditori la possibilità di costruire spazi espositivi coerenti con le proprie caratteristiche. Secondo Linda Barbolan“ L’ obiettivo non è solo rafforzare l’ identità Newform, ma dare lustro anche allo spazio che il cliente ci mette a disposizione.” In questa prospettiva lo showroom diventa un ambiente progettato per trasmettere il valore premium del brand e per sostenere lo storytelling del prodotto. Non a caso, accanto all’ allestimento, Newform investe molto anche nella formazione del personale degli showroom, affinché gli spazi espositivi possano diventare strumenti efficaci di consulenza e vendita. Il risultato è un modello in cui il produttore non si limita a fornire prodotti, ma contribuisce attivamente alla progettazione dello spazio di vendita, trasformando lo showroom in una piattaforma coerente di esperienza di marca. Tuttavia questa logica si confronta con una realtà inevitabile: lo showroom è quasi sempre uno spazio condiviso, dove convivono marchi diversi e dove il distributore deve mantenere un equilibrio tra identità dei brand e gestione commerciale dell’ offerta.

IL MODELLO DELLO SHOWROOM TRADIZIONALE

LO SPAZIO COME PIATTAFORMA COMMERCIALE MULTIBRAND
Se per il produttore lo spazio espositivo è soprattutto uno strumento di conferma del brand, per lo showroom rappresenta prima di tutto una risorsa economica. Ogni metro quadrato deve contribuire alla vendita, facilitare la consulenza e permettere una rotazione efficace dell’ offerta. La presenza simultanea di numerosi marchi impone quindi scelte espositive che tengano conto di varietà, flessibilità e aggiornamento continuo. Negli showroom di arredobagno si osserva così la coesistenza di diverse soluzioni espositive: ambientazioni complete, pareti tecniche dedicate alle finiture, sistemi modulari per la rubinetteria, campionature e display che consentono di mostrare rapidamente varianti e combinazioni. Questo approccio genera spesso esposizioni ibride, dove elementi scenografici e strumenti tecnici convivono nello stesso spazio con l’ obiettivo di accompagnare il cliente lungo il processo decisionale.
BEA DI BELLARDI
LO SHOWROOM COME PIATTAFOR-
MA DINAMICA DI SELEZIONE
Se per i produttori lo spazio espositivo rappresenta uno strumento di costruzione dell’ identità di marca, per uno showroom multibrand la sfida è diversa: trasformare lo spazio in una piattaforma capace di valorizzare una selezione ampia e articolata di prodotti, mantenendo allo stesso tempo chiarezza e capacità di orientamento per il cliente. È questa la logica che emerge dall’ esperienza dello showroom Bea di Bellardi, guidato dal titolare Ruggero Bellardi, dove la progettazione dell’ esposizione nasce da un’ attenta attività di selezione e aggiornamento continuo dell’ offerta. Spiega Ruggero Bellardi:“ La nostra proposta deve essere finalizzata all’ esposizione di prodotti che rappresentano qualità e innovazione privilegiando le nuove collezioni o quelle che incontrano maggiormente il gusto dei professionisti con cui collaboriamo.” In questa prospettiva lo showroom diventa uno spazio in continua evoluzione, dove la rotazione dei prodotti rappresenta uno strumento essenziale per mantenere l’ esposizione aggiornata e coerente con le tendenze del merca-
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