Focus Distribuzione La guerra degli spazi
progettato per privilegiare atmosfere, materiali e combinazioni progettuali, lasciando che sia l’ esperienza dell’ ambiente a guidare la lettura dei prodotti. I marchi non scompaiono, ma entrano in gioco in una fase successiva, durante la consulenza con il cliente. Un passaggio importante per l’ evoluzione della logica aziendale, che implica il superamento del modello di showroom tradizionale, introducendo un linguaggio espositivo più sofisticato e progettuale che non riduce tutto
a una mera semplificazione dello spazio. La conseguenza più evidente di questo approccio è lo spostamento della fiducia dal marchio al punto vendita, infatti“ Quando lo showroom è percepito come un interlocutore serio e preparato, il cliente non ha bisogno di vedere un logo per sentirsi tutelato: sa che dietro ogni proposta c’ è una scelta ponderata dei partner con cui lavorare.” Un modello che obbliga anche un processo di selezione dei prodotti molto più rigoroso in quanto ogni elemento inserito nello spazio deve contribuire alla costruzione di un racconto coerente, sia dal punto di vista estetico sia da quello tecnico. Uno scenario nel quale assume un ruolo centrale la consulenza del team di showroom che è chiamato a guidare il cliente nella lettura dello spazio e a collegare le soluzioni esposte ai prodotti e ai brand che le rendono possibili.“ Il ruolo dei consulenti diventa determinante: guidano l ' osservazione del cliente e trasformano ogni proposta in un percorso progettuale personalizzato.” Fino a poco tempo fa sarebbe stato difficile immaginare un format come l’ Atelier.“ Un progetto che ha realmente cambiato prospettiva, trasformando l’ essenzialità in qualcosa di più ricercato e intenzionale” – sottolinea Ciroldi –“ Una scelta consapevole con cui la proprietà ha dimostrato visione e coraggio nell’ abbracciare un’ evoluzione radicale e significativa.” L’ Atelier non è semplicemente uno showroom più curato: è la testimonianza di un’ azienda che ha scelto di crescere, esplorare e rinnovarsi con consapevolezza.
IL MODELLO COMPOSITIVO
RICCARDO BIANCHINI Marketing Manager Ceramica Globo
RUGGERO BELLARDI Titolare showroom BEA di Bellardi
Articolo realizzato da: VERONICA VERONA Fondatrice dell ' Accademia dello Showroom
Grazie per il contributo a
LINDA BARBOLAN Marketing Manager Newform
FILIPPO CIROLDI Sales Manager Cambielli
LO SPAZIO COME LABORATORIO DI PROGETTO
Accanto ai modelli più consolidati di gestione dell’ esposizione sta emergendo un approccio che interpreta lo showroom non tanto come luogo di presentazione dei prodotti, ma come uno spazio di costruzione del progetto. È il caso del modello adottato da Habimat, dove l’ esposizione viene organizzata secondo logiche narrative basate su tavolozze di materiali e combinazioni progettuali. Più che una sequenza di marchi o di collezioni, lo showroom propone scenari compositivi che mettono in relazione superfici, colori e texture. In questo contesto il cliente non è semplicemente un osservatore, ma diventa parte attiva del processo di scelta. Gli strumenti progettuali, dalle moodboard ai render, permettono di sperimentare accostamenti e configurazioni, trasformando la visita in showroom in un momento di costruzione condivisa dello spazio abitativo. Il risultato è un ambiente che funziona come un vero e proprio laboratorio di progetto, dove i materiali non vengono presentati come prodotti isolati, ma come elementi di un linguaggio compositivo che il cliente è invitato a interpretare e personalizzare.
HABIMAT
LO SHOWROOM COME DISPOSITIVO DI VENDITA
Al di là delle differenze tra i modelli, la trasformazione dell’ esposizione negli showroom bagno rivela una tendenza comune: lo spazio è diventato un dispositivo di vendita, capace di orientare la percezione del cliente, facilitare la scelta e valorizzare l’ offerta. La sfida per i prossimi anni sarà trovare un equilibrio sempre più raffinato tra identità dei marchi, autonomia dello showroom e chiarezza per il cliente finale. Perché nel retail del bagno, oggi più che mai, lo spazio è oggi uno dei terreni su cui si gioca l’ efficacia della vendita.
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