E-commerce people
Intervista a GIANLUCA DIEGOLI
■ Esistono diversi modi per vendere il vino on line. Nell’ articolo precedente ne abbiamo toccato qualcuno, ma per ognuno di essi esistono varianti anche importanti che coinvolgono la gestione del magazzino, il dropshipping( far partire le merci direttamente dai produttori, senza avere un magazzino), il collegamento con esercizi commerciali fisici, le vendite flash, la politica dei prezzi, la politica delle spedizioni. Insomma Gianluca c’ è grande confusione sotto il cielo, ci racconti qual’ é la tua idea?
<< Io credo che finché si considera l’ e-commerce come un settore e il vino un prodotto“ unitario” non se ne esce. L’ unico modo di vedere correttamente la cosa è a livello di user personas, o di microtarget( e di punti di acquisto convenienti e comodi per ciascuna). Per ognuno il vino rappresenta un oggetto( inteso in senso motivazionale) differente. Ogni user persona è differente anche per nazionalità, quindi il discorso si complica ulteriormente.>>
■ Quindi esistono persone differenti che comprano vini in piattaforme on line diversificate. Puoi delinearci dei profili?
<< Il primo è il light consumer. Per lui il vino è qualcosa che gli viene offerto da qualcun altro a buon prezzo e senza rischi … è quasi un prodotto di design e di social object per lo storytelling. Il suo modello preferito è il flash deal, con propaggini differenti come newsletter, app, ecc. Il Light Consumer va nelle enoteche hipster, tanto odiate da“ espertone” e“ attivista”( vedi poi) e l’ enoteca vecchio stile gli fa paura solo a guardare dentro dalla vetrina. Il suo modello? Tannico e altri. Se magari gli fai un’ offerta conveniente, potrebbe pure sottoscrivere un abbonamento al tuo magazine( no, non è un errore)… Per c’ è“ l’ espertone”, per il quale il vino è qualcosa con cui consolidare il proprio status: per lui, la ricerca è fondamentale. Non è una fatica, ma una passione. Scavare online e offline è qualcosa per cui vale la pena vivere. E’ l’ unico che trova con google gli inusabili siti e-commerce delle singole cantine( dove non acquista perché le spese di spedizione gli sembrano elevatissime, visto che per lui andare in cantina è un viaggio esperienziale che pagherebbe per fare). Insomma, per vendergli qualcosa devi per forza avere un sito con un database infinito, che forza comprenda pure il vino libanese( annata 2010, non quello imbevibile del 2011) che conosce solo lui e che poi però magari fa comprare alla sua enoteca sottocasa che conosce da 50 anni. Il suo modello: non lo so, non lo vorrei tra i piedi, ma ho l’ impressione che buona parte dei siti di e-commerce di vino pensino a lui … Poi abbiamo l’ acquirente del vino del supermercato: per lui il vino è un prodotto come un altro da mettere nel carrello, non ha più dignità della pasta o dell’ affettato.“ Lo consumiamo in famiglia, deve andare bene a tutti. Dammi la promo della settimana o il solito che compro sempre, che sono sicuro che mi piace. Anzi, fammi un abbonamento a un prezzo a cui non posso dire di no e toglimi il problema”. Se poi ha meno di 40 anni:“ Amazon Prime? finalmente.” E poi infine, c’ è l’ attivista: conosce i vignaioli indipendenti, va a vederli dal vivo, pensa che la cocacola sia il male e che il vino deve essere una cosa genuina anche nella filiera. Si sente solo, ha bisogno di condividere online e offline( bevendo assieme). E’ il gruppo di acquisto, che deve essere sostenibile. Per lui lo sbattimento di dover conoscere di persona gli altri che nella sua città hanno comprato lo stesso DOC introvabile del vignaiolo di Montebudello per dividersi il carico non è uno sbatti( come per tutti gli altri personaggi) ma il momento in cui organizzare la“ hasta la victoria siempre”, l’ esperienza top del mese, che poi documenta in infinite gallery su Facebook. Il suo modello? Vinix, Grassroot e altri >>.
GIANLUCA DIEGOLI scrive minimarketing. it dal 2004, un blog che parla di marketing, e-commerce ed interazioni tra persone ed aziende. Laureato alla Bocconi, fa il consulente e il temporary manager, insegna allo IULM, scrive su riviste, scrive dei libri organizza con Digital Update corsi ed altro ancora...
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