I Meccanismi d' azione dei Farmaci June. 2015 | Page 391
ottimali di temperatura e di umidità bastano 9 gg. per la maturazione dello sporozoita:
se il clima è meno favorevole ci vuole più tempo.
Malariometria ( N.d.T.: non siamo sicuri su questa parte )
n = n° di vettori/popolazione
m = n° di volte che il paziente viene punto per notte ( la zanzara morde solo di notte )
p = possibilità di sopravvivenza di un vettore e tempo di maturazione dello sporozoita
c = capacità infettiva
(m * n2 * pn) / (- log p) = c
In alcune zone ( come west Africa ) è talmente intensa la capacità infettiva che, anche
se uccidessimo il 90% dei vettori, cambierebbe poco. In Italia, invece, la capacità
vettoriale è molto minore; quindi in questo caso è conveniente abbassare il n° dei
vettori ( cioè uccidere le zanzare ) al contrario del West Africa.
Esistono quindi zone :
- ipo-endemiche ( < 10% )
- meso-endemiche ( > 10% ma < 50% )
- iper o olo-endemiche ( > 50% )
Un tempo per valutare il n° dei casi ( e quindi stabilire se una zona fosse ipo o meso o
iper-endemica ) si considerava l‘ indice splenico: si calcolava quanti bambini tra i 3
ed i 9 anni avessero splenomegalia; attualmente lo stesso calcolo viene effettuato in
maniera più rigorosa con l‘ osservazione al microscopio di uno striscio di sangue. Un
bambino nei primi 6 mesi è parzialmente protetto dall‘ infezione grazie alle Ig
materne ed all‘ Hb fetale ( la quale non è l‘ optimum per il plasmodio). Dopo i 6
mesi; nelle aree endemiche, avvengono cicli di infezione/malattia per varie volte.
Dopo 7-8 anni il paziente si abitua ai parassiti: sono quindi bambini che pur essendo
infettati dai parassiti stanno bene ( hanno sviluppato quindi una sorta di tolleranza ).
Gli adulti hanno molte meno infezioni e non hanno quasi mai sintomi; alla fine c‘ è
quasi una immunità ( definita immunità concomitante ); non si sa come mai ciò
avvenga. Tutto ciò vale però solo se il paziente nasce e rimane per lungo tempo in un‘
area endemica: se invece il paziente dopo un tot di anni si sposta in un‘ area non
endemica ( come accade in alcuni extracomunitari immigrati in Italia ) e poi ritorna,
dopo qualche tempo, nell‘ area endemica, questi sviluppa la malaria nuovamente (
come se avesse perso quella sua parziale immunità ). Oggi, in Italia, la maggior parte
dei casi di malaria sono a carico di immigrati.
Quadro clinico: FEBBRE più segni accessori.
La febbre ha una periodicità di 48 ore ( con l‘ eccezione della malaria causata dal P.
Malariae che ha invece una periodicità di 72 ore con sintomi sfumati ).
Malaria non complicata: febbre, malessere generale, cefalea, brividi ( 20% vomito,
5% diarrea ). Dopo i brividi compare una profusa sudorazione.
Alterazioni accessorie:
a. Ipoglicemia a causa dell‘ aumentato consumo di glc., della riduzione della
gluconeogenesi e della glicogenolisi epatica, dello stato ipermetabolico e del
chinino che determina iperinsulinismo.
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