I Meccanismi d' azione dei Farmaci June. 2015 | Page 369
8. TERAPIA ―ALTERNATIVA‖ (!?!?!?) DEI TUMORI
I principi attivi estratti da piante medicinali sono innumerevoli.Sino ad oggi sono
state studiate circa 3.000 piante,sulle oltre 25.000 specie esistenti, il che dimostra
quanto ci sia ancora da attingeredal più grande laboratorio chimico del nostro pianeta:
la NATURA.
LE CURE ALTERNATIVE NON SI PONGONO IN ALTERNATIVA AI
PROTOCOLLI TRADIZIONALI, ma possono rappresentare un complemento ed
un'integrazione in un contesto di collaborazione fra tutto ciò che è ricerca, sia essa
chimica o naturopatica. Statisticamente è provato che la chemioterapia è
indubbiamente efficace in alcuni tipi di tumori, in particolare in quelli del sangue.Fra
questi i linfomi di Hodgkins (80% circa di guarigioni), i linfomi non-Hodgkins (5060%), le leucemie acute ed in misura minore quelle croniche, i tumori dei testicoli
(più del 90% di guarigione). Per tutti gli altri tipi di tumore che colpiscono un organo,
la chemioterapia, purtroppo, ha un'efficacia inferiore. Il concetto di base su cui
ruoterà probabilmente il futuro della terapia tumorale è orientato verso quelle
sostanze con proprietà angiostatiche che inibiscono la neovascolarizzazione del
tumore con conseguente impossibilità di accrescimento, e verso quelle sostanze che
favoriscono la modulazione del sistema immunitario.Il Prof. Folkman, negli USA, sta
riscuotendo notevole interesse nel mondo scientifico con l'angiostatina, anche se al
momento non è stata ancora sperimentata sull'uomo.La somatostatina detiene
proprietà analoghe ed inoltre ha un'azione inibente sull'ipofisi e, per tale motivo, sullo
sviluppo del tessuto neoplastico (da "Colloqui", Prof. Di Bella). Le vitamine A, C, D,
E ed il calcio, con somatostatina, melatonina, bromocriptina e ciclofosfamide,
rappresentano il protocollo di base della Terapia Di Bella. Molte sono le sostanze
derivate da piante medicinali che hanno un'azione modulatrice del sistema
immunitario con effetti antitumorali:
l'aloe, balzato alla cronaca per l'utilizzo di Padre Romano, un francescano del
Convento di Betlemme;
l'olio di garofano, oltre ad un composto a base di lievito, alghe marine, minerali
e piante, messi a punto da un altro francescano, il Dr. Padre Emilio Ratti,
iridologo, biologo, farmacista e med ico chirurgo;
l'uncaria, studiata in Brasile dal Dr. Biotti, botanico, dove viene usata
empiricamente come antitumorale;
la clorella, un'alga marina studiata dal Dr. Dadamo, biologo ed erborista;
la Vitis vinifera, studiata dal Dr. Piterà, docente in omeopatia;
il Larus nobilis ed il Buxus sempervirens consigliati da diversi naturopati per
alcuni tipi di tumore;
il Celastrus scadens e l'Actinidia chinensis, ancora in fase sperimentale;
la corteccia di betulla bianca, studiata dal Dr. Meschi, iridologo e ricercatore in
fitoterapia, sulla quale è apparso alcuni mesi fa un articolo su "Tempo Medico"
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