I Meccanismi d' azione dei Farmaci June. 2015 | Page 370
dove sembra che il mondo scientifico confermi che l'acido betulinico dia l'input
di apoptosi alla cellula del melanoma.
Altre ricerche su piante medicinali sono volte a contrastare le epatiti B e C anche in
fase cirrotica, cardiopatie ed ipertensione arteriosa, nonché patologie virali fra cui
l'HIV.Vi sono, inoltre, anche sostanze naturali ed oligoelementi usati in naturopatia,
come il silicio, il magnesio chelato, il germanio, il selenio, e la cartilagine di squalo,
quest'ultima, fra l'altro, utilizzata anche dal Prof. Di Bella e da Padre Emilio Ratti.
Nel 1995 presso l'Istituto di Patologia Generale dell' Università di Milano è stato
eseguito uno studio su un composto a base di aloe, germanio ed altre sostanze
naturali, messo a punto sempre dal Dr. Meschi. Il preparato (denominato germanio
composto) è stato somministrato ad una serie di topi nei quali erano state inoculate
250.000 cellule del tumore Yoshida AH 130 (tumore polmonare particolarmente
aggressivo). Dopo 7 giorni si è potuto constatare che i ratti ai quali era stato
somministrato il preparato avevano sviluppato altre 250.000 cellule cancerogene per
un totale di 500.000 cellule, mentre i ratti ai quali non era stato somministrato il
preparato avevano sviluppato, nello stesso periodo, oltre 3.700.000 cellule
neoplastiche, con una massa tumorale 15 volte superiore rispetto agli altri.
Un'efficace integrazione alle terapie naturali si sta rivelando la tecnica di
psicodinamica elaborata dal Dr. Masuelli, medico chirurgo, specialista in
neuropsichiatria.Tale tecnica, che spazia dall'ipnosi al riequilibrio di tutto il sistema
energetico, si basa sulla stimolazione del naturale processo di difesa dell'organis mo,
che attiva ogni risorsa psicoimm unologica per contrastare quei tumori a rapido
accrescimento cellulare, particolarmente favoriti da scompensi immunoenergetici.
IRIDOLOGIA
La microsemeiotica oftalmica, meglio conosciuta come "iridologia", è considerata un
metodo di indagine per individuare un'eventuale diatesi tumorale.Tale tecnica nasce
ai primi del '900 per l'intuizione del Dr. Von Peczely, medico chirurgo, specialista
oculista e docente universitario di anatomia e fisiologia.Con l'ausilio di un
iridoscopio, che varia da 10 a 50 ingrandimenti, viene esaminato attentamente
l'apparato oftalmico, alla ricerca di segni codificati e spesso patognomonici che
possono sottintendere lesioni organiche.
Tali segni hanno origine da una dilatazione o costrizione dei vasi ciliari per effetto
della dinamica fisiologica di riflesso.E' importante sottolineare che l'indagine
iridologica non è una tecnica diagnostica propriamente intesa, ma un test sullo stato
energetico degli organi interni, per cui è ragionevole ipotizzare che un grave
scompenso energetico possa sottintendere una patologia, ma questa potrà essere
diagnosticata solo con esami obiettivi ed indagini cliniche appropriate.Il test
iridologico consente inoltre di individuare eventuali metastasi omeopatiche, ossia
sintomatologie di un organo dovute a squilibri energetici di altri organi
apparentemente sani, sui quali è necessario intervenire per risolvere il disagio
sintomatico.Nel 1989, dopo la caduta del muro di Berlino, sull'ondata degli scambi
scientifici con l'ex Unione Sovietica, si è appreso, con un certo stupore, che la Russia
è il paese in cui la ricerca iridologica è più avanzata, in quanto da oltre 40 anni la
microsemeiotica oftalmica viene sistematicamente praticata negli ospedali.
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