I Meccanismi d' azione dei Farmaci June. 2015 | Page 338
sopravvivenza libera da malattia (12-24 mesi) dopo un trattamento chemioterapico
efficace nel mieloma e in alcune forme di linfoma. La sopravvivenza è in parte
prolungata nei pazienti con melanoma e carcinoma renale a cellule chiare. Un effetto
estetico palliativo si ha nel sarcoma di Kaposi. Le maggiori tossicità dell‘interferone
comprendono astenia, nausea, leucopenia, febbre con brividi e mialgia.
Le interleuchine, in primo luogo la linfochina interleuchina-2 prodotta da cellule T
attivate, sono state utilizzate con modesti effetti palliativi nel carcinoma renale. Varie
altre interleuchine sono in corso di studio, come il TNF.
Ipertermia e crioterapia
Il riscaldamento del letto tumorale (a 41°C [105,8°F]) per aumentare la necrosi
cellulare con l‘uso di farmaci o radiazioni è stato sperimentato con scarsi risultati. La
criochirurgia (con una sonda all‘interno della massa tumorale) produce un modesto
effetto palliativo nel tumore del fegato e nel tumore mammario inoperabile.
TERAPIA DEGLI EFFETTI COLLATERALI
Nausea e vomito
Gli antiemetici prevengono o controllano la nausea e il vomito, che comunemente
insorgono con la radioterapia dell‘addome e con molti farmaci chemioterapici, specie
se in combinazione. Talvolta la nausea e il vomito sono funzionali o dovuti allo
stesso tumore. Pertanto, la causa sottostante deve sempre essere riconosciuta e
trattata.
La stimolazione del centro del vomito nel midollo allungato avviene nella zona
"grilletto" chemiorecettoriale (CTZ), nella corteccia cerebrale o nell‘apparato
vestibolare oppure deriva dalla trasmissione diretta di stimoli provenienti da aree
periferiche (p. es., mucosa gastrica). Gli antiemetici sembrano agire in queste aree,
ma il loro meccanismo non è stato ancora ben capito. Di solito la terapia
farmacologica è più efficace nella profilassi che non nel trattamento di nausea e
vomito.
Gli antagonisti del recettore della serotonina sono i farmaci più efficaci attualmente
disponibili per il trattamento della nausea e del vomito associati a radioterapia o
chemioterapia e a molti processi patologici. In pratica non si ha nessuna tossicità con
il granisetron e l‘ondansetron, anche se, raramente, con l‘ondansetron sono insorte
cefalea e ipotensione ortostatica. Questi farmaci costituiscono la terapia antiemetica
di prima linea; il loro maggiore svantaggio è il costo.
Gli antidopaminergici comprendono molte delle fenotiazine (p. es., proclorperazina,
flufenazina), che sembrano agire con una depressione selettiva del CTZ e, in minor
grado, sul centro del vomito. Questi farmaci di seconda scelta sono utili nel
trattamento di nausea e vomito leggeri o moderati. Dato che la maggior parte delle
fenotiazine (eccetto la tioridazina e la mesoridazina) sembra avere la stessa efficacia,
se somministrate in dosi sufficienti, la scelta del farmaco può dipendere dalla
valutazione degli effetti collaterali.
La metoclopramide stimola la motilità del tratto superiore dell‘apparato GI, aumenta
il tono e l‘ampiezza della contrazione gastrica e aumenta la peristalsi duodenale e
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