I Meccanismi d' azione dei Farmaci June. 2015 | Page 335
della sopravvivenza significativi, ma la ricrescita del tumore è inevitabile. Un
paziente può anche non avere alcuna risposta.
L‘intervallo tra la scomparsa della neoplasia e la recidiva è definito intervallo libero
da malattia o sopravvivenza libera da malattia. Analogamente, la durata della risposta
si misura dalla comparsa della risposta parziale al momento della progressione. La
sopravvivenza è il tempo che va dalla diagnosi al decesso.
CHIRURGIA
La chirurgia rappresenta la più antica forma efficace di terapia del cancro. La
chirurgia con intento curativo richiede che il tumore sia localizzato o abbia una
diffusione locoregionale limitata, in modo da permettere una resezione in blocco. Ciò
si applica in particolare al tumore della vescica, mammella, cervice, colon,
endometrio, laringe e testa-collo, rene, polmone, ovaio e testicolo. Nelle situazioni in
cui non può essere effettuata una resezione in blocco, trattamenti multimodali con
radioterapia, chemioterapia o chemioradioterapia possono ridurre le dimensioni del
tumore, rendendo possibile una resezione chirurgica curativa.
In dettaglio gli aspetti del trattamento chirurgico sono trattati nei capitoli sui tumori
dei singoli organi.
RADIOTERAPIA
La radioterapia viene somministrata secondo varie metodiche. La più comune è
l‘irradiazione esterna con acceleratore lineare, che rilascia elevate percentuali di
fotoni (radiazioni). La radioterapia con fascio di neutroni è utilizzata per alcuni
tumori che hanno un ristretto margine tissutale. La radioterapia con fascio di elettroni
ha una penetrazione nei tessuti piuttosto ridotta ed è maggiormente utilizzata per la
cute o per le neoplasie superficiali. La terapia con protoni, anche se scarsamente
disponibile, può consentire di raggiungere piccoli tumori anche profondi con fasci
strettamente collimati. La brachiterapia comporta il posizionamento di una sorgente
radioattiva nello stesso letto tumorale (p. es., nella prostata o nell‘encefalo) attraverso
degli aghi, cedendo quindi una dose molto alta in un piccolo campo. Gli isotopi
radioattivi per via sistemica possono essere utilizzati per gli organi che possiedono i
recettori per il loro "uptake" (tumore della tiroide) o a scopo palliativo in caso di
diffusione ossea generalizzata (p. es., stronzio radioattivo per le metastasi di tumore
prostatico). La radioterapia a scopo curativo generalmente richiede una malatti