I Meccanismi d' azione dei Farmaci June. 2015 | Page 330

frammento corretto copiandolo dal corrispondente indenne dell‘altra elica del DNA; ma se la cellula mutata si riprodurrà prima di essere riuscita a riparare il danno, essa replicherà anche il suo DNA sbagliato, trasferendo a tutta la sua discendenza l‘errore genetico. In questo modo da una singola cellula mutata sarà derivato p rima un clone tumorale e successivamente un tessuto tumorale. Le cause che possono indurre un danno al patrimonio genetico di una cellula, cioè che possono indurre un‘alterazione segmentaria del DNA di una cellula, possono essere esterne o interne alla cellula stessa. Tra le cause intrinseche vanno annoverati tutti i deficit dei sistemi enzimatici cellulari deputati appunto alla riparazione del DNA. Tra le cause estrinseche, che sono anche le più frequenti, interessanti e pericolose, vanno invece annoverate le cause ambientali (agenti chimici e agenti fisici) e le cause virali (virus oncogeni). Ma in conclusione, qualunque sia stata la causa mutazionale, se la cellula non ha potuto autoripararsi e se è sopravvissuta alla mutazione stessa, l‘errore genetico verrà riprodotto nella discendenza. Tra le cause extracellulare affascinante è il ruolo di certi virus capaci di inserirsi totalmente o in parte nel DNA della cellula. I virus sono per definizione incapaci di replicarsi autonomamente come i batteri e gli altri organismi, per cui si servono della cellula che parassitano per riprodursi. Ma i virus così detti oncogeni hanno una marcia in più, cioè posseggono dei geni virali detti v-onc o geni trasformanti, cioè geni capaci di indurre mutazione. Anche nelle cellule sane per la verità sono stati scoperti geni simili agli oncogeni virali, che sono stati chiamati c-onc o geni protooncogeni. Come si difendono normalmente le cellule sane? Le cellule hanno altri geni che esplicano attività repressiva sulla comparsa di alterazioni neoplasti-che: sono i geni anti-oncogeni o geni repressori del cancro. Da tutto ciò si evince che la partita della mutazione oncogenetica si combatte su un piano di contrap-posizione e bilanciamento tra forze onco-inducenti e forze onco-repressive. Abbiamo detto che una cellula oncologicamente mutata diventa un clone cellulare capace di replicarsi successivamente e progressivamente per costituire giorno dopo giorno un tessuto tumorale, cioè un cancro. Un tumore solido diventa clinicamente evidenziabile quando le cellule che lo costituiscono hanno raggiunto il numero di almeno un miliardo. I tumori con una popolazione cellulare inferiore al miliardo sono infatti generalmente asintomatici. Pertanto la comparsa della sintomatologia clinica ha luogo molto tempo dopo la vera nascita del tumore. E‘ dunque chiaro come la comparsa della sintomatologia clinica di un tumore non coincide con la nascita di questo bensì praticamente con la fase terminale della malattia neoplastica che è stata preceduta da un più o meno lungo periodo di tempo detto periodo di latenza. Durante tutto il periodo di latenza, che in molti tumori dell‘uomo può durare anni, il tumore già esiste in quanto aggregazione di cellule neoplastiche in riproduzione ma non è stato ancora clinicamente individuato. Vorrei che ci soffermassimo a riflettere bene su questo concetto: quando clinicamente scopriamo il cancro, probabilmente questo era nato molto ma molto tempo prima ed è rimasto naturalmente silente per tutto il periodo di latenza. 330