I Meccanismi d' azione dei Farmaci June. 2015 | Page 312
Il paziente contagioso, per definizione, è affetto da TBC polmonare ( che rappresenta
dal punto di vista clinico oltre il 90% della manifestazione di questa malattia ) ed
elimina quantità più o meno abbondanti di bacilli con la tosse o le secrezioni.In
questo modo è in grado di contagiare le persone che vivono a stretto contatto con lui.
Perché avvenga il contagio occorre un alto livello di micobatteri e/o un‘ esposizione
prolungata, è per questo che corrono rischi più seri i conviventi, chi vive a stretto
contatto con il malato o chi vive in unità chiuse ( cas-erme ). In generale i contatti
fugaci e transitori non sono sufficienti.
In seguito all‘esposizione ci sono due possibilità:
a. Non ci si infetta perché il sistema immunitario riesce a " Bloccare " l‘agente
invasivo
b. Ci si infetta. Il 90% di persone che subiscono l‘infezione del micobatterio
svilupperà mai nell‘arco della sua vita la malattia tubercolare, cioè si rimane
all‘infezione con la comparsa di una situazione immunologia specifica, ma non
si verifica il passaggio da infezione a malattia. Solo il 10% di chi si infetta
svilupperà una malattia che si potrà manifestare nella metà dei casi ( 5% )
abbastanza precocemente ( entro 2 aa dall‘infezione ) o, nelle forme più tardive
( il rimanente 5% ) nell‘arco dell‘intera vita.
La malattia tubercolare ha un incubazione " curiosa " che può andare da pochi
mesi all‘arco dell‘intera vita. Ci sono infatti persone anziane che per ragioni di
una minore efficienza del sistema immunitario sviluppano la malattia anche a
distanza di 30/40 anni dall‘infezione.
Ciò è dovuto al fatto che il micobatterio ha la capacità di sopravvivere
all‘interno dell‘organismo in una situazione di quiescenza metabolica e di
potersi " risvegliare " anche a distanza di anni ( non ne è noto il motivo ).
Si parte quindi dal paziente che elimina i bacilli mediante le secrezioni respiratorie, i
bacilli rimangono in sospensione nell‘ambiente e possono quindi essere
successivamente inalati ( sono contenuti in micro goccioline di saliva che possono
rimanere in sospensione nell‘ambiente anche per parecchie ore, la quantità di bacilli
necessaria è stimata non abbondante ).
Dopo essere stati inalati i bacilli riescono ad arrivare sino alle terminazioni distali
dell‘appartao respiratorio dove incontrano le cellule fagocitarie residenti nelle
strutture alveol ari ( macrofagi ) che fagocitano gli intrusi; nella maggior parte dei
casi, il processo si ferma qui perchè in queste persone l‘immunità innata
rappresentata dai macrofagi è sufficiente a distruggere i bacilli.
In alcuni casi i bacilli riescono a sopravvivere e iniziano a moltiplicarsi.
Non è noto cosa regoli questa capacità, sicuramente influiscono fattori genetici ( ci
sono razze più esposte alla possibilità di non riuscire a distruggere i bacilli ) e fattori
di virulenza dei singoli bacilli.
CURIOSITA’: sono in corso studi di immunogenetica per capire meglio la
suscettibilità di alcuni individui all’infezione, in particolare pare influisca un deficit
di recettori per l’IFNg , presente allo stato eterozigote.
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