I Meccanismi d' azione dei Farmaci June. 2015 | Page 302
di solito senza superare i 50 mg/die). Se i pazienti tollerano gli effetti tossici acuti
delle infusioni più concentrate, la dose EV quotidiana può essere gradualmente
modificata in una schedula più conveniente a giorni alterni utilizzando il doppio della
dose massima giornaliera. Trattamenti prolungati possono anche essere modificati in
modo da diminuirne la frequenza e utilizzando schedule di somministrazione più
convenienti (p. es., 3 volte a settimana). Per le micosi acute potenzialmente letali,
l‘amfotericina B, se tollerata, viene iniziata utilizzando la dose massima richiesta
(0,6-1,0 mg/kg/die). Per alcune micosi opportunistiche rapidamente progressive (p.
es., aspergillosi invasiva) a volte sono state utilizzate dosi picco fino a 1,5 mg/kg/die,
generalmente suddivise in due o tre infusioni EV separate.
La formulazione standard di amfotericina B colloidale deossicolato, deve sempre
essere somministrata in soluzione glucosata al 5%, in quanto i sali (compresa la
soluzione fisiologica e il KCl) possono far precipitare il farmaco. Viene generalmente
somministrata in 2-3 ore, anche se infusioni più rapide comprese tra 20 e 60 minuti
nella maggior parte dei pazienti risultano sicure. Le reazioni sono solitamente lievi,
ma alcuni pazienti possono presentare brivido, febbre, nausea, vomito, anoressia,
cefalea e a volte ipotensione. Viene spesso utilizzata una premedicazione con
acetaminofene o aspirina. La minoranza dei pazienti che sviluppa febbre elevata,
nausea, vomito o ipotensione possono ottenere un vantaggio dalla somministrazione
EV di 25-50 mg di idrocortisone; questo può quindi essere aggiunto alle successive
infusioni EV per prevenire o ridurre le reazioni. In molti casi di trattamento
prolungato l‘idrocortisone può e ssere ridotto e quindi sospeso. Tremori e brividi
intensi possono essere alleviati o prevenuti dalla meperidina, 50-75 mg EV. Può
anche verificarsi una tromboflebite chimica.
La somministrazione intratecale di amfotericina B viene talora utilizzata nel
trattamento della meningite cronica, in genere attraverso iniezione diretta
intracisternale o mediante un serbatoio sottocutaneo del tipo Ommaya connesso a un
catetere intraventricolare. Possono verificarsi cefalea, nausea e vomito, ma questi
possono essere ridotti aggiungendo desametasone ad ogni somministrazione
intratecale. Talvolta vengono utilizzate somministrazioni intratecali lombari a causa
della penetrazione irregolare nelle aree cerebrali coinvolte e degli effetti infiammatori
locali potenzialmente gravi che possono portare ad aracnoidite adesiva. Al momento
dell‘infusione in una siringa contenente l‘amfotericina B diluita in soluzione
glucosata al 5% alla concentrazione di 0,2 mg/ml vengono prelevati 10 ml o più di
LCR. Dosi di 0,05-0,5 mg vengono quindi iniettate lentamente, in 2 min o più. Molto
spesso, se tollerate, le dosi vengono gradualmente incrementate al massimo fino a
uno schema di 0,5 mg 3 volte a settimana.
Il principale rischio di tossicità della terapia con amfotericina B è la compromissione
della funzione renale. Prima e durante il trattamento devono essere attentamente
monitorizzate la creatinina sierica e l‘azotemia. L‘amfotericina B è l‘unico tra i
farmaci antimicrobici nefrotossici a non essere eliminato in maniera significativa
attraverso il rene. Con il peggioramento della funzionalità renale l‘amfotericina B
non si accumula in dosi crescenti; pertanto, in presenza di anomalie moderate della
funzione renale, la dose non deve essere ridotta. Tuttavia, nei pazienti che iniziano la
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