I Meccanismi d' azione dei Farmaci June. 2015 | Page 278
sembra infatti che questa combinazione sia in grado di aumentare di 7-40 volte le
concentrazioni del Tipranavir.
Effetti collaterali: Nei primi studi il farmaco è risultato ben tollerato, con comparsa di
effetti collaterali gastrointestinali di lieve entità: diarrea (46%), nausea (27%) e
vomito (17%). Interazioni: Il Tipranavir è un induttore del citocromo p450: riduce
pertanto la concentrazione di tutti gli IP, con l'eccezione del Ritonavir. Riduce inoltre
del 35% la Nevirapina e del 50% l'Efavirenz. Questi effetti però non vengono
osservati quandoviene associato anche il Ritonavir.
Studi clinici : Alla recente 1st IAS Conference (Buenos Aires, Luglio 2001) è stato
presentato uno studio di fase II, nel quale il Tipranavir/ ritonavir è stato
somministrato in associazione ad Efavirenz e ad un nuovo RTI a pazienti naive per
gli NNRTI e che avevano fallito regimi con due o più inibitori della proteasi. I
risultati a 24 settimane hanno confermato la buona efficacia di questa combinazione,
con il 77,8% dei pazienti che avevano HIV-RNA < 400 ed il 61,1% < 50 copie.
L'incremento dei CD4 mediamente era > 100.
Resistenze : Il Tipranavir, verosimilmente per la sua diversa struttura molecolare,
sembra essere attivo anche contro ceppi di HIV altamente resistenti agli IP
attualmente presenti in commercio. In uno studio recentemente pubblicato sulla
rivista AIDS (AIDS 2000; 14:1943-48), 90/105 (90%) isolati virali altamente
resistenti a Indinavir, Ritonavir, Nelfinavir o Saquinavir, rimanevano completamente
sensibili al Tipranavir. Inoltre, la presenza delle mutazioni 48 e 90, associate a
resistenza al Saquinavir, aumentano di 2,5 volte la sensibilità al Tipranavir (NB:
questi studi sono stati effettuati in vitro).
Mozenavir (DMP-450) (Triangle Pharmaceuticals):
Nuovo inibitore della proteasi attualmente in fase di studio I/II. Si tratta di un
inibitore della proteasi non peptidico che appartiene ad una nuova classe chimica,
denominata "ureasi ciclica", caratterizzata da un minor costo di produzione rispetto
agli IP attuali. E' stato recentemente completato uno studio di fase I/II condotto su
pazienti naive con tre diverse dosi di Mozenavir (750x3, 1250x2, 1250x3)
confrontate con Indinavir mg 800x3, sempre in associazione con Stavudina e
Lamivudina. Dopo 48 settimane i risultati virologici sono risultati paragonabili in
tutti i gruppi, e non si sono manifestati effetti collaterali gravi. E' stato osservato un
aumento di casi di reazioni allergiche in funzione dell'aumento di dose del
Mozenavir, suggerendo quindi un effetto dose-dipendente.
TMC126 (Tibotec):
Alla recente 8th Conference on Retroviruses and Opportunistic Infections sono stati
presentati i risultati i dati preclinici del TMC126, un inibitore della proteasi di nuova
generazione, attivo sia verso il virus wild-type che verso ceppi caratterizzati da
elevata resistenza agli IP attuali. Il TMC126 è considerato il "prototipo" di una nuova
famiglia di inibitori della proteasi; la resistenza a questa molecola sembrerebbe infatti
insorgere più lentamente, e con caratteristiche genotipiche diverse rispetto a quelle
degli IP attuali.
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