I Meccanismi d' azione dei Farmaci June. 2015 | Page 275

(tenofovir di fosfato) da parte della kinasi delle cellule T linfocitarie (a riposo ed attivate) dei macrofagi e dei monociti. Dato che la molecola non ha biodisponibilità per os, si è sviluppato un profarmaco (tenofovir DF=disoproxil fumarato) che, una volta assorbito, viene rapidamente convertito a tenofovir. Viene somministrato alla dose di una compressa al giorno (300mg). Il farmaco è stato valutato in pazienti naive ed experienced e in varie combinazioni con tutti gli antiretrovirali attualmente disponibili in commercio. I primi studi hanno identificato in 300 mg in unica somministrazione la dose ottimale. A tale dosaggio il farmaco ha dimostrato attività statisticamente significativa e durevole in due studi controllati vs placebo (studio 902 e 907), attività misurata come decremento nel tempo dei livelli plasmatici di HIVRNA di 10 log, e, nello studio 907, come maggiore proporzione di pazienti che hanno raggiunto livelli di HIV-RNA sotto i limiti quantificabili rispetto al placebo. Il farmaco ha un profilo di resistenza favorevole, essendo attivo sia su ceppi virali wild type sia su molti ceppi farmaco-resistenti. In particolare, studi sperimentali hanno evidenziato attività su ceppi che esprimono resistenza alla zidovudina (D67N+K70R+T215Y) resistenza alla lamivudina (M184V) alla didanosina (L74V) zalcitabina (T69D) ed a multipli agenti nucleosidici (Q151M). Una attivita' ridotta è stata invece riscontrata con la mutazione K65R RT e T69S, ma si tratta di mutazioni di raro riscontro in vivo. Studi clinici hanno dimostrato che tenofovir è dotato di attività nei confronti di ceppi di HIV resistenti e non resistenti ad analoghi nucleosidici, e resistenti a inibitori di proteasi, hanno evidenziato inoltre una bassa incidenza di resistenze genotipiche (3%) o fenotipiche al tenofovir dopo 48 settimane di trattamento. Di conseguenza, il tenofovir appare efficace in pazienti in progressione di malattia sia immunologica che virologica anche se estesamente pretrattati. Non sembra vi siano differenze dell'efficacia legate a sesso, razza, età, valori di HIV-RNA e valori di CD4 al baseline . La somministrazione con il cibo aumenta la biodisponibilità del farmaco. Da sottolineare i vantaggi della monosomministrazione - resa possibile da una lunga emivita, alternativa a gran parte delle terapie antiretrovirali attuali che presentano un numero elevato di compresse o di restrizioni per l'assunzione. Non si sono rilevate interazioni clinicamente significative con altri farmaci. Il trattamento è generalmente ben tollerato, tant'è che il numero di eventi avversi, di alterazioni di laboratorio e di abbandoni della terapia negli studi sono stati sovrapponibili a quelli del placebo, solo con una incidenza lievemente maggiore di sintomatologia gastroenterica di modesta o media entità. Gli studi in vitro per valutare il legame del tenofovir con la DNA polimerasi gamma, il rapporto tra DNA mitocondriale e cellulare e la produzione di acido lattico hanno dimostrato un potenziale basso in rapporto al possibile sviluppo di tossicità mitocondriale. Vi è grande necessità, per il trattamento dell'HIV nel lungo periodo, di avere nuovi farmaci che possano essere assunti con facilità e siano in grado di mantenere nel tempo la loro attività selezionando resistenze il meno possibile, mantenendo una durevole soppressione virale e preservando future opzioni terapeutiche. Il tenofovir viene proposto con questi scopi, per il trattamento sia di pazienti naive che experienced. Il farmaco è attualmente disponibile con modalità di expanded-access. 275