I Meccanismi d' azione dei Farmaci June. 2015 | Page 253
Solo per gli interventi di chirurgia pulita e pulito contaminata si può parlare di
profilassi antibiotica, mentre per gli interventi di chirurgia contaminata e
sporca, ovviamente la somministrazione di antibiotico costituisce un intervento
terapeutico e non profilattico.
TEMPI DI SOMMINISTRAZIONE DELL’EVENTUALE DOSE
INTRAOPERATORIA DELL’ANTIBIOTICO
Durante l‘intervento si somministrerà ( per via e.v.) una ulteriore dose profilattica
dell ‗ antibiotico nei casi in cui l‘intervento sia ancora in corso dopo che dalla
somministrazione della dose preoperatoria (= all‘induzione della anestesia) siano
trascorsi:
• 2,5 ore se l‘antibiotico usato è Ceftriaxone, Piperacillina/ tazobactam, Amoxicillina
/clavulanato
• 3,5 ore se l‘antibiotico usato è cefazolina, Gentamicina, Clindamicina.
• 6 ore se l‘antibiotico usato è il cefotetan
• 8 ore se l‘antibiotico usato è la Vancomicina
N.B. per la Teicoplanina, data la particolare lunghezza dell‘emivita (oltre le 70 ore)
non esiste, in pratica, l‘eventualità di dover somministrare una dose intra – operatoria.
L‘antibiotico profilassi è ancora oggetto di discussione:
Argomenti a sfavore di una antibiotico profilassi
• Bassa incidenza globale delle infezioni post-operatorie (percentuali inferiori al 3%
che si innalza di alcuni punti negli interventi che prevedono l‘impianto di protesi o di
altri materiali sintetici).
• Infezioni dovute a contaminazioni esogene per evitare le quali sarebbe
fondamentale l‘osservanza di semplici norme di asepsi siano esse pre, intra o post
operatorie.
• Svantaggi legati all‘uso di antibiotici quali tossicità, sviluppo di resistenze
batteriche e aumento dei costi.
Recentemente è stato proposto di estendere la profilassi antibiotica in chirurgia pulita
ai seguenti casi:
1) Interventi in cui è previsto l‘impianto di materiale protesico
2) Pazienti ad alto rischio: interventi puliti non protesici ma che riguardano soggetti
con due o più dei seguenti fattori di rischio (prolungata durata delle procedure
chirurgiche, età avanzata, diabete, obesità, terapia cortisonica, chemioterapia,
radioterapia, lunga degenza pre - operatoria).
3) In chirurgia ortopedica nelle revisioni di anca e ginocchio e nelle riduzioni di
fratture aperte e trocanteriche
4) In chirurgia vascolare negli interventi ricostruttivi addominali e degli arti inferiori
ed in quelli di resezione aortica.
5) In cardiochirurgia in quegli interventi che prevedono sternotomia e/o by-pass
cardiopolmonare (rischio di mediastiniti da circolazione extra-corporea prolungata,
durata prolungata e complessità dell‘intervento).
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