I Meccanismi d' azione dei Farmaci June. 2015 | Page 251
1) effettuare una terapia laddove non vi era un‘infezione da curare o curare per tempi
troppo brevi una infezione che invece esisteva;
2) insorgenza di effetti collaterali anche gravi per l‘uso protratto di antibiotici (colite
da Clostridium difficile, nefro ed ototossicità)
3) facile insorgenza di ceppi batterici resistenti ( che possono poi rappresentare un
gravissimo problema sia per lo stesso malato che per la situazione epidemiologica
ospedaliera).
RAZIONALE DELLA PROFILASSI ANTIBIOTICA IN CHIRURGIA
Parte dal presupposto che la più alta percentuale di rischio di infezione è localizzata
in un periodo di tempo molto limitato,compreso tra l‘inizio dell‘intervento e 3-4 ore
dopo il suo termine.
Classificazione degli interventi chirurgici in rapporto al rischio crescente di
contaminazione batterica e di infezione:
Puliti
• Senza difetti di tecnica chirurgica
• Senza accesso alle vie respiratorie, gastroenteriche, orofaringee ed urogenitali
• Non traumatici
• Senza infiammazione in atto
• Senza drenaggi
Puliti contaminati
• Con accesso alle vie respiratorie, gastroenteriche orofaringee ed urogenitali, ma
senza significativa contaminazione
• Appendicectomia
• Con accesso alle vie biliari ma in assenza di infezione biliare
• Con difetto lieve di tecnica chirurgica
• Con drenaggi meccanici
Contaminati
• Ferite traumatiche recenti
• Con ampia fuoriuscita di contenuto del tratto gastroenterico
• Con accesso alle vie urinarie o biliari, in presenza, rispettivamente di infezione
urinaria o biliare
• Con difetto grave di tecnica chirurgica
• Con incisione chirurgica in regione sede di flogosi acuta non purulenta
Sporchi o infetti
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