I Meccanismi d' azione dei Farmaci June. 2015 | Page 250
PROFILASSI ANTIBIOTICA IN CHIRURGIA PER GLI INTERVENTI
PULITI E PULITI CONTAMINATI
La profilassi antibiotica non deve mirare ad una mitica―sterilizzazione‖ del paziente,
che è stata sempre irrealizzabile,ma deve avere invece obiettivi precisi e ben
delimitati (ricordando che sia una profilassi non efficace sia una profilassi inutile
possono essere dannose!).
Si possono distinguere due tipi di profilassi antibiotica:
A) la prevenzione di infezio ni dovute ad una sola specie batterica (es. meningite
meningococcica, malattia reumatica, endocardite batterica ecc. )
B) la prevenzione di infezioni potenzialmente legate a microrganismi diversissimi:
(es. infezioni chirurgiche ed infezioni nei reparti di rianimazione).
PROFILASSI INFEZIONI CHIRURGICHE
La somministrazione di farmaci antibatterici, al fine di prevenire le infezioni che
conseguono ad un intervento chirurgico, rappresenta un esempio di profilassi
efficace, intendendo, con questo termine, non la soppressione delle infezioni post –
chirurgiche ma una significativa diminuzione della loro frequenza ottenuta mediante
la riduzione più
rilevante possibile della carica batterica presente nel campo operatorio.
Errori del passato:
• uso di un antibiotico scelto sulla base più di consuetudini che di cognizioni
scientifiche;
SCHEMI DI PROFILASSI
• somministrazione dello stesso dopo l‘intervento chirurgico ed a posologie variabili
(arbitrarie) comunque non codificate.
• prosecuzione di tale trattamento farmacologico per periodi di tempo troppo
prolungati (talora anche settimane).
Il chirurgo applicava non una profilassi ma una indiscriminata terapia empirica con le
seguenti conseguenze negative:
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