I_Canti_di_Castelvecchio Canti di Castelvecchio | Page 90

che, sì, vediamo tutto da un ramo, lieti, ma in cuore timidi un po’. Ed altro pensi, che spetrerebbe tra l’alte nubi l’aquila e il falco! Tu prendi, appena sai che ci crebbe famiglia, i chicchi d’oro dal palco; esci all’aperto; spargi quei chicchi, prodigo e cauto, tra due filari; anzi, a che l’oro meglio ne spicchi su quel pulito, v’erpichi ed ari. E noi da un ramo, comodi, udiamo quelle tue lunghe grida, Bi... Ro... Vero che a volte ce li nascondi, quei chicchi; vero; ma fai per giuoco. Ma ecco, a volte son così fondi, che noi diremmo, Badaci un poco! Pure il tuo male mai non fa male: quelli che copre l’invida zappa, poi, col frinire delle cicale, mettono un gambo, fanno una rappa: che poi ci sgrani... Dal male il bene: bene che nasce, male che fu. - Ma già i minori dormono. Soli vegliano i vecchi. C’è chi sospira: - Ahimè! talvolta di noi ti duoli! Sei giusto, eppure grave nell’ira. Or che i novelli tengono i capi sotto le alucce, vicino al cuore,