I_Canti_di_Castelvecchio Canti di Castelvecchio | Page 89

Passeri a sera L’uomo che intende gli uccelli, i gridi dei falchi, i pianti delle colombe, ciò che le cincie dicono ai nidi, e il chiù, che vuole più dalle tombe; siede a un cipresso. Passa, e lavora sempre, un aratro, là, là, soletto, con qualche voce ruvida. È l’ora che vanno i bruni passeri a letto. Chi vien dal monte, chi vien dal piano: tutti al cipresso. Cantano: - Sì... Ora, sebbene tu non ti scopra, sappiamo quanto buono tu fossi ponendo pietra su pietra, e sopra facendo un tetto d’embrici rossi. Per chi? Per questi passeri... È breve, di verno, il giorno, la notte è lunga: tu vuoi che prima ci esca la neve, tu vuoi che il sole prima ci giunga. Le case fece la tua gran mano pei tetti, e i tetti per noi coprì. Hai cibi grati per noi, che sono grandi pel nostro piccolo becco: giorno per giorno, rompi tu buono con i tuoi denti stessi il pan secco; spargi le bianche briciole, scuoti la bianca tela; le spazzi fuori; ma un po’ lontano, come è nei voti di questi buoni tuoi peccatori;