I_Canti_di_Castelvecchio Canti di Castelvecchio | Page 53

e la Terra alzi il cupo ultimo pianto; e sotto il nuovo Sole che balena nella notte non più notte, risplenda la Terra, come una deserta arena; e Sole avanzi contro Sole, e prenda già mezzo il cielo, e come un cielo immenso su noi discenda, e tutto in lui discenda... Io guardo là dove biancheggia un denso sciame di mondi, quanti atomi a volo sono in un raggio: alla Galassia: e penso: O Sole, eterno tu non sei - né solo! - Anima nostra! fanciulletto mesto! nostro buono malato fanciulletto, che non t’addormi, s’altri non è desto! felice, se vicina al bianco letto s’indugia la tua madre che conduce la tua manina dalla fronte al petto; contento almeno, se per te traluce l’uscio da canto, e tu senti il respiro uguale della madre tua che cuce; il respiro o il sospiro; anche il sospiro; o almeno che tu oda uno in faccende per casa, o almeno per le strade a giro; o veda almeno un lume che s’accende da lungi, e senta un suono di campane che lento ascende e che dal cielo pende; almeno un lume, e l’uggiolìo d’un cane: un fioco lume, un debole uggiolìo: