I_Canti_di_Castelvecchio Canti di Castelvecchio | Page 136

la guazza su le dure zolle. Tu sei caduto, e non sai dove, e giri l’occhio tutto molle. Non fu la caduta di nulla! Ma c’era una morbida culla per te! Oh! il mondo in cui oggi ti trovi, del tuo cielo non t’è più caro! fai tante rughe! e sempre muovi la bocca, che ci senti amaro! Oh! il cielo! il tuo cielo! e ne chiedi col fievole grido a chi vedi: ov’è? ov’è? Ne chiedi ai ragazzi, col giorno venuti sopra il piè leggieri, e alle rondini che intorno passano come lampi neri. Né più, tra il bisbiglio e il sussurro, capisci il tuo cielo d’azzurro dov’è! Zitti!... ora non chiede più nulla: dov’è, sua madre gliel’ha detto. A lei lo porser dalla culla; la mamma se l’è messo al petto. Oh! ecco il suo cielo infinito! e più non si sente il vagito: ov’è? ov’è?