I_Canti_di_Castelvecchio Canti di Castelvecchio | Page 132

ritrova la duna. V Se a me non fu dato vederti mai, ora non, avida ancora, tentando le palpebre inerti, lavora la cieca pupilla. Se non mi porgesti né un sorso di dolce, le fauci inquiete non m’arde con vano rimorso la sete dell’ultima stilla. Non vidi che nero, non bebbi che fiele; ma ingrato non sono: ti lodo per ciò che non ebbi; che non abbandono. VI Non ebbi il superbo banchetto tra quelli che aspettano al canto le miche: e né letto né tetto, tra tanto di popolo nudo. Non verso nell’ultimo istante la lagrima vile a versarsi: la prima! la sola! E le tante ch’io sparsi, con gli occhi le chiudo. Io nudo, bussando alle porte, ti dico, nell’ora che imbruna: Di dolce sol ebbi la morte;