I_Canti_di_Castelvecchio Canti di Castelvecchio | Page 127

c’è, l’ombra di un palpito, l’orma d’un grido: il respiro sommesso d’un vago ricordo che dorma; che dorma nel cuore ed esali nel cuore il suo sonno romito. La vergine sogna: ecco un alito piccolo, accanto... un vagito... III Un figlio! che posa nel letto suo vergine! e cerca assetato le fonti del vergine petto! O figlio d’un intimo riso dell’anima! o fiore non nato da seme, e sbocciato improvviso! Tu fiore non retto da stelo, tu luce non nata da fuoco, tu simile a stella del cielo; dal cielo dell’anima, ov’ora sbocciasti improvviso, tra poco tu dileguerai nell’aurora. In tanto tu vivi per una breve ora; in un’anima, in tanto, di vergine; in quella tua cuna tu piangi il tuo tacito pianto. IV Si dondola dondola dondola senza rumore la cuna nel mezzo al silenzio profondo; così, come tacito al vento,