I_Canti_di_Castelvecchio Canti di Castelvecchio | Page 128

nel tacito lume di luna, si dondola un cirro d’argento. Oh! dormi col tremolìo muto dell’esile cuna che avesti! non piangerlo tutto, il minuto che avesti, dell’esile vita! nel cuore di mamma non resti quell’eco di pianto, infinita! Sorridile, guardala; appressati a mamma, ch’ormai non ha più, per vivere un poco ancor essa, che il poco di fiato ch’hai tu! V Il lume inquieto ora salta guizzando, ora crepita e scende: s’è spento. Quiete più alta. Nell’ombra già rara, già scialba traverso le immobili tende si sfuma la nebbia dell’alba. Il fiore improvviso, non sorto da seme, non retto da stelo... svanito! Non nato, non morto: svanito nell’alito chiaro dell’alba! svanito dal cielo notturno del sogno! - Cantarono i galli, rabbrividì l’aria, s’empì di scalpicci la via; da lungi squillò solitaria la voce dell’Avemaria.